CORIGLIANO-ROSSANO (CS), giovedì 15 ottobre 2026 – Che senso ha difendere il Made in
Italy agroalimentare, rivendicare la sovranità alimentare, celebrare la Dieta Mediterranea e
promuovere le eccellenze dei territori se poi, proprio quando si formano il gusto, le
abitudini e la cultura alimentare delle nuove generazioni, rinunciamo a far conoscere ai
bambini ciò che produciamo? È una contraddizione che comincia nei ristoranti, con i
cosiddetti, pessimi menu bambini ridotti troppo spesso a pasta (la peggiore in dispensa,
tanto sono bambini!) in bianco, cotolette (del peggior pollo dopato) e le immancabili
patatine fritte industriali (scongelate), ma che diventa ancora più evidente nelle mense
scolastiche. E in Calabria questa porcheria assume i contorni di una vergogna ancora più
insostenibile: perché una regione che possiede un patrimonio agroalimentare
straordinario, non può far fatica a farlo entrare quotidianamente nei piatti dei propri figli.
OTTO TORRI: OLDANI HA RAGIONE. IL GUSTO SI EDUCA, NON SI
STANDARDIZZA
È la posizione chiara e senza equivoci dell’associazione europea Otto Torri sullo Jonio,
impegnata da quasi trent’anni nella promozione dell’educazione elementare, del marketing
territoriale, del management dell’identità e dello sviluppo ecosostenibile. Otto Torri
accoglie con grande soddisfazione e rilancia la proposta dello chef Davide Oldani di
superare i tradizionali menu bambini nella ristorazione; tema riportato all’attenzione
nazionale nei giorni scorsi anche da Gambero Rosso, dopo il confronto ospitato a Bologna
nell’ambito di C’è +Gusto, al quale hanno contribuito anche lo chef Enrico Bartolini e
l’antropologo Marino Niola.
RESTIAMO CONVINTI DELL’UTILITÀ DI UN MINISTERO AD HOC. MA SERVE DI
PIÙ
È una emergenza – ricorda Lenin Montesanto, direttore della storica associazione con sede
a Corigliano-Rossano – che denunciamo e affrontiamo da molto prima che la sovranità
alimentare entrasse nella nomenclatura di un Dicastero. Quando il Governo Meloni istituì il
Ministero della Sovranità Alimentare, esprimemmo pubblicamente apprezzamento per una
scelta che riconosceva anche sul piano istituzionale il valore strategico del patrimonio
agroalimentare italiano; apprezzamento che ribadiamo a tutt’oggi. E che rilanciamo anzi.
Perché la sovranità alimentare deve diventare sempre di più cultura quotidiana,
conoscenza delle produzioni, educazione alla stagionalità e consapevolezza di ciò che
arriva sulle nostre tavole. E il primo luogo in cui questa responsabilità dovrebbe essere
esercitata è proprio quello dell’infanzia.
scarsissima prospettiva di vita. – (Fonte: Otto Torri sullo Jonio – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)
