


Per il consigliere regionale del Pd le risposte arrivate dal ministro Salvini «offendono l’intelligenza
dei lavoratori». E al Governo dice: «Ennesimo decreto sicurezza che non risolve il problema. Nei
mercati mancano i beni di prima necessità»
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, ha preso parte al presidio
degli autotrasportatori a Gallico e Campo Calabro, continuando a manifestare la propria vicinanza
agli operatori del settore mobilitati per le pesanti ricadute del caro carburante sulla sostenibilità
del loro lavoro. Con lui anche il sindaco di Campo Calabro e consigliere metropolitano, Sandro
Repaci, oltre ai consiglieri circoscrizionali Giuseppe Giordano e Michele Cotroneo ed a Luigi
Catalano dei Giovani democratici.
«Quella degli autotrasportatori – ha detto il consigliere regionale – è una protesta che merita
ascolto e rispetto. Invece, dal ministro Salvini e dal tavolo al ministero dell’Economia, sono
arrivate risposte che offendono la protesta e l’intelligenza dei lavoratori. Parliamo di operatori e
imprese che svolgono un ruolo essenziale per il funzionamento del sistema produttivo, per
l’approvvigionamento delle merci e per la vita quotidiana di cittadini e attività economiche. E
mentre dagli scaffali dei supermercati mancano beni di prima necessità come acqua, farina, frutta
e verdura, il Governo ha fatto l’ennesimo decreto sicurezza che non risolve il problema».
«Essere presenti ai presidi di Gallico e Campo Calabro, così come fatto anche a Davoli lo scorso 2
ottobre – ha concluso Falcomatà – significa dare voce a una difficoltà reale e ribadire che non si
possono lasciare soli i lavoratori davanti a una situazione che rischia di compromettere l’intero
tessuto economico cittadino».
