L’Arciconfraternita del Santissimo Rosario protagonista delle celebrazioni del 7 ottobre nella chiesa dedicata alla Vergine Maria
Una giornata all’insegna della fede, della preghiera e della tradizione ha accompagnato la comunità di Rizziconi nella celebrazione della Beata Vergine Maria del Rosario, ricorrenza che ogni anno richiama fedeli e confratelli attorno a una devozione profondamente radicata nella storia religiosa del territorio.
Nella suggestiva cornice della Chiesa di Maria Santissima del Rosario, l’Arciconfraternita del Santissimo Rosario ha promosso una giornata di spiritualità e raccoglimento, rinnovando il proprio impegno nella custodia e nella valorizzazione del culto mariano.
La celebrazione del 7 ottobre ha rappresentato anche un’occasione per riscoprire il significato del Santo Rosario, preghiera che da secoli accompagna la vita della Chiesa e che continua a essere, per numerosi fedeli, un punto di riferimento nei momenti di gioia, di speranza e nelle difficoltà della vita quotidiana.
A rendere particolarmente solenne l’appuntamento è stata la presenza dei Confratelli e delle Consorelle dell’Arciconfraternita, guidati dalla Priora Valeria Sorace. Le caratteristiche insegne del sodalizio hanno sottolineato il forte senso di appartenenza a una realtà religiosa che rappresenta una parte significativa della storia e della tradizione della comunità rizziconese.
Uno dei momenti più suggestivi della celebrazione si è svolto davanti alla venerata immagine della Madonna del Rosario, preziosa statua lignea ottocentesca recentemente interessata da un intervento di restauro che ne ha restituito la bellezza e valorizzato la delicatezza dei lineamenti.
Davanti alla Vergine, la Priora Valeria Sorace ha deposto una corona del Rosario, accompagnata dall’omaggio floreale dei fedeli. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, attraverso il quale è stata rinnovata una devozione che continua a vivere nel cuore della comunità.
La Santa Messa è stata presieduta da don Benedetto Ciardullo, sacerdote particolarmente legato a Rizziconi per il lungo servizio pastorale svolto nella comunità.
Nel corso dell’omelia, don Ciardullo ha richiamato l’attenzione dei fedeli sull’importanza della preghiera e sulla fiducia nell’intercessione materna di Maria, indicando nella Vergine un modello di fede, affidamento e disponibilità alla volontà di Dio.
La festa della Madonna del Rosario porta con sé anche un importante patrimonio storico e religioso. La devozione è infatti legata alla tradizione domenicana e alla memoria della Battaglia di Lepanto del 1571, evento che contribuì alla diffusione della celebrazione mariana nella Chiesa cattolica.
Una tradizione che trova una significativa testimonianza anche nella Chiesa del Rosario di Rizziconi, dove l’antica espressione latina «Rosario, quid potentius?» richiama il valore spirituale attribuito nei secoli a questa preghiera.
Particolarmente intenso è stato il momento conclusivo, quando l’Arciconfraternita si è raccolta in preghiera affidando alla protezione della Vergine tutti i suoi componenti e l’intera comunità rizziconese.
Un pensiero particolare è stato rivolto alle persone anziane, agli ammalati e a quanti stanno attraversando situazioni di fragilità e difficoltà.
La Priora Valeria Sorace ha affidato alla Madonna anche il proprio impegno alla guida dell’Arciconfraternita, esprimendo l’auspicio che il cammino del sodalizio possa continuare nel segno dell’unità, dello spirito di servizio, della solidarietà e di una autentica testimonianza cristiana.
La celebrazione della Madonna del Rosario si conferma così un appuntamento significativo per la vita religiosa di Rizziconi: una ricorrenza capace di mettere in dialogo memoria e presente, tradizione e futuro, rinnovando il legame tra la comunità e la propria identità spirituale.
In un tempo attraversato da profondi cambiamenti, l’Arciconfraternita del Santissimo Rosario continua il proprio percorso nel solco della tradizione, con l’obiettivo di mantenere viva la devozione mariana e, al tempo stesso, di essere una presenza attiva nella comunità ecclesiale.
Fede, preghiera, comunione fraterna e servizio restano così i cardini di un cammino che guarda al futuro con il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio religioso e umano costruito nel tempo.
Caterina Sorbara
