Un’altra domenica firmata Opera Sila, plasmata dalla filosofia di un festival che non chiede
al pubblico semplicemente di assistere, ma di partecipare: camminare, fermarsi, ascoltare. E
anche lasciarsi sorprendere. Emozione, conoscenza, incanto si sono mescolati lungo un
sentiero che attraversa la Valle del Fiume Crocchio, in località Tirivolo, nel cuore della
Sila Piccola, un luogo che, oltre a mostrarsi in tutta la sua magnificenza, custodisce storie di
uomini operosi e di alberi resistenti.
Ma c’è un elemento che, accanto alla qualità dell’esperienza, conferma come Opera Sila stia
diventando un richiamo capace di superare i confini regionali. Tra le centinaia di persone
che hanno raggiunto la Sila Piccola ci sono anche molti partecipanti arrivati da fuori regione:
dalla Puglia alla Sicilia, fino all’Abruzzo e a Roma. Persone che hanno scelto di mettersi in
viaggio incuriosite da una formula ancora poco consueta: un festival che porta la musica
dentro il paesaggio, rifuggendo il modello del concerto tradizionale, alternando momenti di
ascolto a incursioni artistiche inattese e affidando alla divulgazione il compito di svelare
curiosità e storie del luogo.
Il punto di non ritorno è stata l’esecuzione di “Ed è quasi come essere felice”, che lui
definisce la sua “Vaffanculo” di Masini, lasciando emergere con maggiore nitidezza quel
mondo fatto di interrogativi, inquietudini e pensieri aperti che attraversa la sua scrittura. E
con la platea, composta per lo più da giovanissimi, è nato un dialogo spontaneo, quasi una
conversazione a tu per tu, capace di creare una relazione nuova e inattesa con la sua musica.
Così Opera Sila ha regalato un’altra occasione per ricordarci che la bellezza della natura non
ha bisogno di effetti speciali per essere apprezzata. L’arte può accompagnarla. La musica può
amplificarla. La scienza può aiutarci a comprenderla. Ma nessuna di queste deve coprirla.
E che questa formula stia generando un interesse che va oltre il pubblico calabrese lo
raccontano anche gli operatori dell’accoglienza. Le strutture ricettive del territorio,
coinvolte anche grazie al progetto “Do ut Jazz”, sostenuto dalla Camera di Commercio di
Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, stanno registrando numerose prenotazioni legate agli
appuntamenti del festival, in un periodo dell’anno che tradizionalmente non è mai stato
caratterizzato da grandi numeri. Un segnale concreto di come una proposta culturale possa
diventare anche occasione di scoperta del territorio e generare movimento per l’economia
locale.
Opera Sila è un festival gratuito ideato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio
Pascuzzo, che intreccia musica, natura, divulgazione scientifica e racconto del territorio nella
Sila Piccola. L’iniziativa prosegue con gli appuntamenti di sabato 19 settembre con Simone
Cristicchi, Amara, Coro Opera Sila e Ensemble Vocale Luminae diretto dal M°
Giovanna Massara e domenica 20 settembre con Simona Sciacca, Alessandro Chimienti e
Rocco Papaleo. Il programma verrà modulato compatibilmente con l’evoluzione delle
condizioni meteo, monitorate costantemente da Francesco Benevento della Stazione
Meteorologica di Sant’Elia, sempre con la priorità della sicurezza dei partecipanti. La
giornata di sabato 12 settembre, rinviata per le condizioni meteorologiche, è stata
riprogrammata per sabato 27 settembre con Raiz & Solis String Quartet.
Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020
Azione 6.8.3 – Settore 2 del Dipartimento Turismo, Cultura e Marketing Territoriale,
nell’ambito degli interventi “Calabria Straordinaria” – Avviso Pubblico “Eventi
Straordinari: la Calabria che incanta”. L’iniziativa ha ottenuto inoltre il sostegno
economico e logistico di DNA Logistica e Paradiso Auto.
Partner istituzionali: Comune di Taverna, Parco Nazionale della Sila e Reparto
Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Alla buona riuscita dell’iniziativa hanno contribuito
una rete di volontari, associazioni e realtà del territorio, tra cui Valle dell’Alli, Protezione
Civile Angeli della Sila e Protezione Civile Comune di Zagarise, e i ristoratori che hanno
accolto artisti e staff: La Terrazza di Carmine Angotti, Spineto Sapori di Quinto Perri e
Azienda Agricola La Podolica di Serra D’Amboli di Carmelo Vavalà.







