SUTRIO, MONTE ZONCOLAN (UD) – La tappa di Osoppo non ha concesso distrazioni. Ogni metro guadagnato ha cominciato a valere il doppio, perché ormai il giro di boa è alle spalle e la classifica assume un volto più definito. Ma davanti c’è qualcosa di diverso. Qualcosa che, nel ciclismo, non ha bisogno di presentazioni: sua Maestà il Kaiser, il Monte Zoncolan.
Basta il nome per evocare la leggenda. E anche se non si scalerà la cima e non si transiterà nelle gallerie, la storia degli scorsi anni ha dimostrato che può bastare un pascolo di montagna per stravolgere il terreno di caccia del ciclocross. A casa della Carnia Bike, con i pensieri rivolti a Stelio, bisognerà fare i conti con la fatica e con il fiato più corto del solito. Quella fatica non potrà essere aggirata e non consentirà a nessuno di nascondersi: qui il confine diventa verticale e, tra nebbia e pendenza, la montagna propone un confronto diretto tra l’atleta e il proprio limite. Solo chi sarà disposto ad andare oltre potrà ambire alla quarta maglia rosa.
Domenica 18 ottobre il Giro Regioni Ciclocross raggiungerà dunque quota 1.300 metri per la quarta tappa dell’edizione 2026: la ZonCross Classic Internazionale – Memorial Stelio Pittin, prova di classe UCI C2 organizzata dalla ASD Carnia Bike con la collaborazione e la supervisione della ASD Romano Scotti.
La classifica incontra la montagna
Lo Zoncolan arriva nel momento in cui il Giro comincia a cambiare natura. Le prime tre tappe hanno assegnato punti e maglie, ma soprattutto hanno progressivamente ridotto gli spazi e le opportunità per recuperare. Da questo momento ogni battuta d’arresto pesa di più, mentre un risultato importante può modificare gli equilibri costruiti finora.
La quarta tappa è già qualcosa di più di un semplice passaggio. È il punto nel quale chi insegue deve decidere se esporsi, mentre chi veste la maglia rosa non può più limitarsi a controllare e qui, sullo Zoncolan, la classifica diventa stretta: la montagna non offre riparo e impone di scegliere il proprio ritmo prima che sia il percorso a farlo.
Il tracciato si svilupperà nella spianata sul versante di Sutrio già utilizzata nella precedente edizione, tra la stazione di base della seggiovia Cuel d’Ajar e la Cappella della Madonna, con esclusione del boschetto. Qui il ciclocross assume una fisionomia particolare. L’altitudine amplifica lo sforzo, le variazioni di pendenza interrompono continuamente il ritmo e i rilanci consumano energie che, con il passare dei giri, diventano sempre più difficili da recuperare. Il percorso è raccolto in un anfiteatro naturale capace di offrire al pubblico un’ampia visuale sulla gara, ma non concede agli atleti altrettanta libertà: ogni errore resta esposto, ogni esitazione può trasformarsi in distacco, come ben narrano i tempi sugli ordini d’arrivo della scorsa edizione.
Il terreno sarà l’altro grande interlocutore della giornata. In quota il fondo può cambiare rapidamente e ciò che appare compatto durante le ricognizioni può assumere un volto differente al passaggio delle categorie. Erba, umidità e pendenza compongono una prova nella quale la potenza non basta se non è accompagnata dalla capacità di leggere il percorso giro dopo giro.
Portare il ciclocross lassù
Organizzare una gara sul Monte Zoncolan significa misurarsi con una logistica che non consente scorciatoie. Materiali, transenne, strutture di servizio e attrezzature devono essere portati in quota; ogni spazio deve essere adattato alle esigenze degli atleti e del pubblico, mantenendo intatto il delicato equilibrio dell’ambiente montano.
Dietro la ZonCross Classic c’è quindi il grande impegno della Carnia Bike, realtà che ha scelto di trasformare un luogo simbolo del ciclismo in uno scenario credibile anche per una prova internazionale di ciclocross. Non si tratta solo di disegnare un percorso su un pascolo, ma di costruire un evento completo in un contesto nel quale ogni operazione richiede tempi più lunghi e una presenza costante sul campo.
Al fianco della società carnica opera la ASD Romano Scotti, nella consueta attività di coordinamento del GRC. È un lavoro condiviso che permette alla montagna di accogliere atleti provenienti da differenti realtà sportive e di diventare, per un fine settimana, il punto d’incontro del ciclocross nazionale e internazionale.
Lo sforzo organizzativo acquista un significato ancora più profondo perché la gara porterà il nome di Stelio Pittin, figura rimasta nel cuore della Carnia Bike. La domenica dello Zoncolan sarà dedicata al suo ricordo, custodito dentro l’evento stesso: nel lavoro dei volontari, nell’impegno dei giovani e nella volontà di continuare a costruire occasioni sportive sulle montagne di casa.
