
CORIGLIANO-ROSSANO (CS), martedì 25 novembre 2025 – La Dichiarazione di Pechino ci ha
insegnato che i diritti delle donne non avanzano da soli: vanno applicati, protetti, resi efficaci.
Oggi, di fronte a nuove violenze e nuove regressioni, è urgente attuare integralmente ciò che
venne sancito trent’anni fa. La parità non è un traguardo simbolico, è un impegno quotidiano. E la
democrazia vive solo se i diritti delle donne vivono. Ecco perché occorre il ritorno immediato di un
Ministero per le Pari Opportunità insieme ad interventi concreti contro la violenza di genere e
misure strutturali per colmare il divario salariale
DA ANDE LA PROPOSTA PER IL RITORNO DEL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITÀ
Nel giorno in cui il mondo ricorda la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro
le donne, acquista ancora più forza il messaggio di Pina Mengano Amarelli, Cavaliere del Lavoro e
Vicepresidente Vicaria ANDE Nazionale (Associazione Nazionale Donne Elettrici), emerso a Roma
dal confronto Pechino+30, ospitato nei giorni scorsi nel prestigioso Circolo degli Esteri: un
momento di grande valore civile dedicato ai trent’anni dalla Quarta Conferenza Mondiale sulle
Donne di Pechino del 1995, il più importante vertice ONU che abbia mai definito una vera agenda
globale per i diritti femminili.
25 NOVEMBRE RIACCENDE I FARI SU GRAVITÀ CONDIZIONE FEMMINILE
Pechino 1995 non è uno slogan – ribadisce l’Alfiere del Made in Italy – ma è la conferenza che
approvò la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d’Azione, 12 aree critiche – dalla violenza al
lavoro, dalla salute ai media, dalla politica alla cultura – che da tre decenni orientano il cammino
dell’empowerment femminile nel mondo. Pechino+30, quindi, significa chiedersi cosa sia stato
davvero attuato, cosa si sia fermato, cosa oggi vada rilanciato con decisione. E il 25 novembre dà
a questa riflessione una gravità e un’urgenza ancora più forti.
AMARELLI: PECHINO È UN’AGENDA PER L’OGGI, NON UNA COMMEMORAZIONE
Concludendo i lavori della conferenza capitolina, Amarelli ha ricordato come il futuro delle donne
non si costruisce celebrando un anniversario, ma applicando principi ancora validissimi,
aggiornandoli e rendendoli efficaci nel presente. Educazione alla relazione sin dalla scuola, salute e
medicina di genere, contrasto alla violenza fisica e digitale, difesa dei diritti umani, superamento
della regressione culturale; questo è l’alfabeto politico del 25 novembre. Un percorso che – chiosa
Pina Amarelli – chiede responsabilità alle istituzioni, ma anche consapevolezza a ogni cittadina e
cittadino.
LA RETE DELLE DONNE CHE NON DISTOGLONO LO SGUARDO
La partecipazione è stata ampia e attenta, con una significativa delegazione di ANDE Napoli e socie
provenienti da tutt’Italia. Le relatrici intervenute – dall’Ambasciatore Maria Assunta Accili all’on.
Mara Carfagna, dalla senatrice Anna Serafini alla professoressa Fiorenza Taricone, fino a Marina
Valensise – hanno mostrato la continuità e al tempo stesso la fragilità dei progressi ottenuti negli
ultimi decenni: le leggi non bastano se non diventano cultura sociale, servizi, educazione, presenza
politica.
LE TESTIMONI DI PECHINO: UNA MEMORIA CHE RESTA UN DOVERE
Tre voci – Daniela Carlà, Luisa Festa e Patrizia Siliprandi – hanno riportato nella sala del Circolo
degli Esteri l’energia, il coraggio e la dimensione globale della Conferenza di Pechino del 1995.
Attraverso ricordi, immagini, racconti, hanno ricordato il valore della salute femminile, la necessità
di una medicina di genere ancora non pienamente attuata, i rischi della manipolazione digitale e la
responsabilità di mantenere vivo il patrimonio culturale e politico maturato in trent’anni di
progressi.
ANDE, UNA CASA POLITICA NEL CUORE DELLA DEMOCRAZIA
L’ANDE, fondata nel 1946 e oggi più viva che mai, continua a essere un presidio autonomo,
apartitico e profondamente politico: un laboratorio civico che forma coscienza democratica,
promuove partecipazione femminile, combatte l’assenteismo delle donne nel voto e difende con
convinzione l’identità europea dei diritti e delle libertà. – (Fonte: Amarelli Srl/Museo della Liquirizia
Giorgio Amarelli – Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying).

