La Sala Consiliare del Comune di Dinami gremita, un pubblico attento e un intenso viaggio nell’animo umano. Si è aperta all’insegna delle emozioni, della riflessione e della condivisione la prima tappa di “L’Altra Sostanza e… le sue Stanze”, il progetto culturale ideato e curato da Giuseppe Esposito, che ha registrato una significativa partecipazione e riscosso ampi consensi.
Un appuntamento capace di andare oltre la tradizionale presentazione letteraria, trasformandosi in un’esperienza immersiva tra parole, musica, arte ed emozioni, arricchita dalla presentazione del libro della scrittrice Jessica Cavallaro, elemento centrale di un percorso dedicato all’esplorazione delle profondità dell’animo umano e alla sensibilizzazione sul tema della salute mentale.
Ad aprire l’evento sono state le suggestive note del Maestro Matteo Sgotto al pianoforte, che hanno accompagnato il pubblico in un’atmosfera di intensa partecipazione emotiva, facendo da cornice ai saluti istituzionali e agli interventi dei rappresentanti presenti. Particolarmente apprezzate le parole del sindaco Antonino Di Bella, che ha sottolineato il valore della manifestazione, definendola un’importante occasione per riflettere su un tema delicato e attuale come quello della salute mentale. Un momento prezioso, dunque, per promuovere una maggiore consapevolezza, sensibilizzare all’ascolto e richiamare l’attenzione sulle fragilità umane, troppo spesso celate dietro il silenzio.
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa è stata espressa anche dalla presidente della Pro Loco Tre Colli, Marina Franzese, che ha evidenziato l’importanza di occasioni di incontro capaci di favorire il dialogo e la crescita collettiva.
La manifestazione, ha sottolineato, ha rappresentato un fondamentale momento di condivisione e confronto, ricordando quanto sia importante offrire spazio, all’interno della comunità, a iniziative che contribuiscano concretamente alla sua crescita culturale e sociale.
Ai saluti istituzionali si sono aggiunti gli apprezzamenti di rappresentanti delle associazioni e delle autorità civili e religiose presenti, a testimonianza dell’interesse suscitato da un progetto che pone al centro la cultura come strumento di incontro, consapevolezza e arricchimento umano.
Cuore della serata è stato il dialogo tra la dottoressa Rita Maria Sgrò, divulgatrice letteraria, e l’autrice Jessica Cavallaro. Attraverso un confronto intenso e coinvolgente, la scrittrice ha avuto modo di condividere con il pubblico riflessioni autentiche e profonde, svelando il significato più intimo della propria opera.
Cavallaro ha descritto il suo libro come un grido di liberazione, ma anche come un’ancora di salvezza per chiunque abbia attraversato momenti di buio, sofferenza e smarrimento. Una testimonianza che si fa messaggio di speranza e invito a non nascondere il proprio dolore, a trovare il coraggio di esprimerlo e a riconoscersi, anche nei momenti più difficili.
«Se c’è una cosa che mi auguro profondamente con questo libro, è che nessuno debba mai ritrovarsi a soffocare il proprio dolore, a rimanere in silenzio, o a guardarsi allo specchio senza più riconoscersi».
Parole intense, quelle dell’autrice, che racchiudono l’essenza di un’opera capace di dare voce alle fragilità, trasformando la sofferenza in occasione di consapevolezza e di possibile rinascita.
A moderare l’incontro è stato lo stesso ideatore del progetto, Giuseppe Esposito, che ha voluto sottolineare la natura originale dell’iniziativa: non una consueta presentazione, ma un vero e proprio percorso immersivo, destinato ad attraversare luoghi, territori e sensibilità differenti, intrecciando cultura, arte ed emozioni.
«Sarà un viaggio attraverso diversi borghi della Calabria», ha spiegato Esposito, illustrando la visione di un progetto che si propone di valorizzare le peculiarità dei territori coinvolti, promuovendone i talenti, le bellezze architettoniche e il patrimonio culturale. Un itinerario che intende creare un dialogo autentico tra le comunità e le espressioni artistiche, trasformando ogni tappa in uno spazio di incontro e scoperta. La prima stanza si è dunque aperta, lasciando in chi ha partecipato emozioni, suggestioni e nuovi spunti di riflessione. Un inizio che promette di dare vita a un cammino ricco di significati, nel quale ogni luogo diventerà protagonista di una nuova esperienza e ogni incontro potrà offrire una diversa chiave di lettura dell’essere umano. Il viaggio è appena cominciato. Dopo il successo di questa prima tappa, cresce l’attesa per l’apertura delle successive stanze, nuove tappe di un percorso culturale che ambisce a unire la bellezza dei borghi calabresi alla profondità delle storie, delle emozioni e delle fragilità umane. Perché, talvolta, è proprio attraversando le stanze più nascoste dell’anima che si impara a guardare il mondo con occhi nuovi.
Caterina Sorbara
