MELISSA (KR), venerdì 30 ottobre 2026 – I Fatti di Fragalà non possono continuare a
rappresentare soltanto un anniversario della comunità melissese. La loro dimensione
storica, sociale, artistica e civile appartiene alla Calabria, alla storia dell’Italia repubblicana
e al più ampio cammino europeo di affermazione dei diritti. È da questa consapevolezza
che il Sindaco Luca Mauro, nel corso delle celebrazioni del 77° anniversario della Strage di
Melissa, ha annunciato la volontà di avviare un percorso istituzionale affinché il 29 ottobre
ottenga un riconoscimento ufficiale di rilevanza regionale, trasformando una ricorrenza
cittadina in un appuntamento culturale, pedagogico e identitario dell’intera Calabria,
secondo modalità che saranno individuate dalla Regione.
CON OCCHIUTO E REGIONE PER DARE A FRAGALÀ UNA DIMENSIONE
ISTITUZIONALE
L’ambizione – ha sottolineato il Primo cittadino – è quella di avviare un percorso analogo a
quello già sperimentato dalla Regione Calabria per la valorizzazione di Luigi Lilio da Cirò e
della sua eredità scientifica, riconoscendo questa volta una pagina decisiva della storia
sociale del Mezzogiorno. L’Amministrazione intende aprire un’interlocuzione con il
Presidente Roberto Occhiuto, con la Regione Calabria e con l’Ufficio Scolastico Regionale,
affinché Fragalà possa diventare un riferimento stabile di approfondimento storico,
educazione civica e partecipazione delle nuove generazioni. Non si tratta di trasferire
semplicemente una commemorazione dal livello comunale a quello regionale, ma di
istituzionalizzare un patrimonio di storia e coscienza civile che appartiene all’intera
comunità calabrese.
DA NIGRO, ZITO E MAURO UNA PAGINA DI STORIA CHE SUPERA MELISSA
Le celebrazioni di ieri, giovedì 29 ottobre, si sono aperte con la deposizione delle corone di
fiori ai monumenti dedicati a Francesco Nigro, Giovanni Zito e Angelina Mauro, le tre
vittime dell’eccidio del 1949. Una memoria che ha trovato particolare intensità nella
presenza di Francesco Lamanna, all’epoca dei fatti uno dei bambini della comunità,
testimone di una stagione che continua a vivere nel racconto delle generazioni. Nel
pomeriggio, al Museo del Vino, l’iniziativa ha assunto una dimensione culturale e
progettuale. All’evento sono intervenuti, insieme al Primo cittadino, il Vicesindaco e
Assessore all’Istruzione Antonella Filosa, il Segretario territoriale della CISL Salvatore
Federico e Vincenzo De Luca delle Cantine De Luca. Presenti anche gli studenti delle prime
e seconde classi della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Del Gaudio di Melissa e
Torre Melissa, accompagnati dalle insegnanti Mariangela Garrubba e Clara Caputo.
Tra le novità dell’appuntamento, la presentazione della Borsa di Studio Premio Fragalà,
attraverso il progetto Dai Fatti di Fragalà ad una nuova narrazione della nostra regione. Il
concorso intende superare la tradizionale impostazione commemorativa, invitando gli
alunni a reinterpretare quella storia attraverso elaborati testuali, artistici e nuovi linguaggi
espressivi, privilegiando creatività, emozioni, pensiero critico e lavoro collettivo. Le borse
di studio saranno destinate alle classi vincitrici, e non ai singoli studenti, per valorizzare la
dimensione partecipativa dell’esperienza educativa. Il percorso concorsuale si svilupperà
fino al 31 gennaio 2027, con una cerimonia pubblica di premiazione prevista per marzo
2027. Il Sindaco Mauro ha inoltre annunciato un ulteriore obiettivo: a partire dall’edizione
2027 il Premio sarà aperto a tutte le scuole della Calabria, coerentemente con l’ambizione
di fare di Fragalà un patrimonio pedagogico regionale.
RIFORMA AGRARIA TRA CONQUISTE, CONTRADDIZIONI ED EMIGRAZIONE
Di particolare interesse è stato il momento della presentazione del romanzo La terra non
ha memoria, edito da ilfilorosso editore, che ha offerto l’occasione per approfondire le
vicende della Riforma Agraria e le profonde trasformazioni della Calabria nel secondo
dopoguerra. Dialogando con il comunicatore strategico Lenin Montesanto, l’autrice
Francesca Anili ha ripercorso le ragioni della propria ricerca, nata dall’osservazione delle
case rurali abbandonate del Marchesato crotonese e sviluppata attraverso documenti
parlamentari, testimonianze e fonti storiche. Un racconto capace di restituire la
complessità della riforma, le aspettative degli assegnatari e le contraddizioni di una
stagione nella quale alla promessa della terra e dell’emancipazione si accompagnò, per
molte famiglie, la prospettiva dell’abbandono e dell’emigrazione.
DA TRECCANI A OTELLO PROFAZIO, LA MEMORIA ATTRAVERSO L’ARTE
La narrazione ha restituito i Fatti di Melissa anche attraverso il linguaggio dell’arte, grazie
alle letture interpretate dalla stessa Francesca Anili e ai riferimenti a Ernesto Treccani, con
l’opera pittorica La terra di Melissa, attraverso la quale la vicenda di Fragalà venne
trasferita dal terreno della cronaca alla tela. Un percorso che ha richiamato anche Otello
Profazio e la sua canzone Melissa, testimonianza della tradizione musicale civile calabrese.
Letteratura, pittura e musica si sono così confermate strumenti capaci di custodire e
trasmettere la memoria ben oltre la dimensione documentale dell’avvenimento.
all’approvvigionamento energetico nazionale. Da qui l’invito a fare di Fragalà anche un
laboratorio di ricerca, capace di restituire alle nuove generazioni una lettura più
consapevole delle politiche che hanno segnato l’emigrazione meridionale.
storica e valorizzazione della destinazione.– (Fonte: Comune di Melissa/KR –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).



















