


LAMEZIA TERME (CZ), giovedì 13 agosto 2026 – Un porto è per antonomasia una porta d’ingresso.
È il punto in cui il mare può diventare entroterra, esperienza, economia diffusa, permanenza e –
soprattutto – occupazione e sviluppo. Se la Calabria vuole allungare davvero la stagione turistica
oltre i tre o quattro mesi estivi, deve smettere di pensare la portualità come semplice attracco e
iniziare a governarla come infrastruttura di connessione tra mare e territorio per costruire una
Calabria nautica capace di lavorare tutto l’anno. Noi costruttori guardiamo la Calabria dal mare
verso la terra: costruiamo barche e, proprio per questo, siamo naturalmente portati a leggere i
porti come soglie di accesso alla regione reale.
GUARASCIO AL TALK LA CALABRIA, UNA MONTAGNA IN MEZZO AL MARE
È quanto ha sottolineato Claudio Guarascio, Presidente dell’Associazione Costruttori Nautici dei Due
Mari, intervenendo al talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, ospitato a Tropea
nell’ambito della quinta tappa di Mare Dentro. L’iniziativa, promossa dall’Ente Parchi Marini
Regionali della Calabria, ha confermato la centralità del mare come risorsa ambientale, produttiva,
turistica e identitaria. Guarascio ha ringraziato il Direttore generale dell’EPMR Raffaele Greco per la
sensibilità dimostrata e per aver aperto spazi di confronto concreti tra tutela, fruizione sostenibile e
sviluppo.
CONSIDERARE I PORTI COME VERE CERNIERE TRA COSTA ED ENTROTERRA
Il punto – ha ribadito – è cambiare funzione ai porti. Non possono essere letti soltanto come
banchine, ma come cerniere territoriali. Chi arriva dal mare deve poter trovare servizi, dalla
mobilità all’accoglienza e deve poter aver accesso ad esperienze enogastronomiche, culturali e
naturalistiche. Tropea, col Sindaco Macrì, continua a dimostrare che una destinazione può lavorare
più a lungo quando costruisce reputazione, organizzazione e qualità. Ora questa capacità va
estesa, creando una rete nautica regionale capace di generare turismo anche fuori dai picchi estivi.

