ROSARNO – Mettere il bambino al centro, riconoscerne i bisogni, rispettarne i tempi di crescita e comprendere il ruolo fondamentale dell’ambiente e delle relazioni nel suo percorso di sviluppo. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Il neurosviluppo nell’età pediatrica: diversi attori, un solo bambino”, svoltosi sabato mattina all’Hotel Vittoria di Rosarno, con una significativa partecipazione di professionisti del settore, genitori e operatori del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’iniziativa, organizzata da Diego Porpiglia, direttore del centro medico Dinamic Medical Center, si è svolta con il patrocinio del Comune di Rosarno, del Simpe e dell’Asp di Reggio Calabria. Un appuntamento che ha portato nella città della Piana medici ed esperti di rilievo nazionale, offrendo un’importante occasione di confronto multidisciplinare su un tema di grande attualità: la salute e il neurosviluppo del bambino, considerati nella loro dimensione globale.
Tra i momenti più significativi della mattinata, l’intervento del neurologo veronese Mario Castagnini, che ha saputo coinvolgere la platea con una relazione ricca di spunti scientifici e riflessioni sul valore della crescita e dell’apprendimento nell’età pediatrica.
Castagnini ha posto l’accento sul fatto che l’apprendimento nasce dall’esperienza personale del bambino, ma necessita di un’educazione adeguata e di un ambiente capace di rispondere alle sue caratteristiche e ai suoi bisogni. Quando queste condizioni vengono meno, anche le esperienze individuali possono risultare insufficienti, con possibili ripercussioni sul percorso di apprendimento.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla dimensione del tempo e ai ritmi dello sviluppo. «Il primo anno di vita non può essere considerato alla stregua del tempo solare, perché lo sviluppo del bambino non si misura semplicemente con l’orologio. Ogni bambino ha tempi e modalità evolutive che meritano attenzione, ascolto e rispetto», è stato uno dei passaggi centrali della relazione.
Un’altra riflessione ha riguardato l’importanza dell’osservazione clinica nel lungo periodo, anche nei percorsi che possono richiedere specifici interventi, fino alle tecniche di ricostruzione cranica. Secondo Castagnini, seguire nel tempo ogni caso problematico, attraverso trattamenti fondati su indicazioni scientificamente validate e condivise dalla comunità scientifica, consente di valutare concretamente l’evoluzione del bambino e gli esiti del percorso intrapreso.
Un messaggio chiaro, dunque: non sono sufficienti valutazioni isolate o singoli test, ma occorre accompagnare il bambino nella sua crescita, osservandone l’evoluzione e verificando nel tempo l’efficacia degli interventi.
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi specialisti. Tra i relatori il neurochirurgo Federico Mussa, il neuropsichiatra infantile Francesco Pisani, la neuropsichiatra infantile Maria Flavia Frisone, l’osteopata Diego Porpiglia e i neurochirurghi Mirko Scagnet e Lorenzo Gentiori.
Le diverse sessioni sono state moderate dai pediatri Salvatore Braghò, Maria Rosa Calafiore, Luciana Cannatelli, Anna Maria Giancotta, Maria Concetta Laruff, Antonino Romeo e Antonio Putortì. Responsabili scientifici dell’evento sono stati il pediatra Antonino Putortì e il dottor Giovanni Calogero.
La partecipazione registrata e l’attenzione dimostrata dai presenti hanno confermato l’interesse verso un approccio integrato al neurosviluppo, nel quale le diverse professionalità siano chiamate a collaborare per un obiettivo comune. Un messaggio ha accompagnato l’intera mattinata: al centro di ogni valutazione, intervento e percorso terapeutico deve esserci sempre il bambino, con la sua unicità, i suoi bisogni e i suoi tempi di crescita.
Caterina Sorbara

