
LAMEZIA TERME (CZ), lunedì 19 ottobre 2026 – Nella grande vertenza che sta
attraversando la Calabria contro il caro gasolio, la voce dei pescatori rappresenta una
parte essenziale di quella protesta che dal mondo agricolo ha progressivamente coinvolto
trasporti e altri comparti produttivi. Perché quando uscire in mare significa rischiare di
lavorare in perdita, non è soltanto la pesca a fermarsi. Si indebolisce un’intera economia
fatta di imprese, lavoro, famiglie, competenze e comunità costiere. Una battaglia che
riguarda direttamente la capacità della regione di continuare a produrre ricchezza e lavoro.
PRESIDENTE GUARASCIO: CHI VIVE DI MARE NON PUÒ RESTARE SOLO
È il messaggio di solidarietà e sostegno che l’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari,
attraverso il Presidente Claudio Guarascio, rivolge alle marinerie calabresi impegnate nella
mobilitazione contro l’aumento dei costi del carburante. Dai presidi della Sibaritide alla
protesta annunciata per giovedì 22 ottobre nello Stretto di Messina, insieme agli armatori
siciliani, emerge una difficoltà che non può essere considerata marginale. Le testimonianze
degli operatori raccontano di costi del gasolio triplicati e di incidenze che, in alcune
attività, arrivano fino all’80% delle spese. Condizioni che possono trasformare una
giornata di pesca in una perdita economica.
LA PESCA È INDUSTRIA, IDENTITÀ E LAVORO PER LA CALABRIA
La Calabria – sottolinea Guarascio – deve pensare al mare non soltanto come destinazione
turistica o spazio per il diporto ma anche come spazio di produzione identitaria e
quotidiana, come tradizione imprenditoriale, professionalità tramandate e una filiera che
dà sostentamento a tante famiglie. I pescatori rappresentano una componente importante
della nostra economia regionale. Difendere la loro capacità di lavorare significa difendere
un patrimonio produttivo e sociale che appartiene a tutti.
COSTRUTTORI E PESCATORI, DUE VOLTI DELLA STESSA ECONOMIA
Cantieristica, pesca, manutenzione navale, servizi portuali e commercializzazione del
pescato appartengono a un sistema economico profondamente interconnesso. Se una
marineria perde competitività, le conseguenze non si fermano alla banchina. Investono
l’indotto, i servizi e la vitalità stessa dei territori costieri. È anche per questa ragione che i
Costruttori dei Due Mari ritengono necessario sostenere una vertenza che supera i confini
delle singole categorie e richiama l’attenzione sulla tenuta dell’intero sistema produttivo
calabrese.
DALLA PROTESTA ALLE RISPOSTE, SERVONO MISURE STRUTTURALI
L’Associazione auspica che il confronto tra Governo, Regione e rappresentanze delle
categorie produttive possa tradursi in interventi tempestivi sul costo del carburante e in
soluzioni strutturali capaci di restituire sostenibilità economica alle attività della pesca. Il
settore ittico deve trovare pieno riconoscimento all’interno delle misure rivolte alle imprese
maggiormente esposte ai rincari, tenendo conto delle specificità del lavoro in mare.
IL MARE DEVE CONTINUARE A PRODURRE FUTURO, SOPRATTUTTO IN
CALABRIA
Non possiamo parlare di economia blu, promozione del Mediterraneo e valorizzazione delle
nostre coste senza preoccuparci di chi il mare lo vive e lo lavora ogni giorno. La battaglia
dei pescatori è anche una battaglia per la Calabria produttiva. Come Costruttori Nautici dei
Due Mari sentiamo il dovere di sostenerla, perché siamo convinti che la crescita di una
filiera non possa prescindere dalla tenuta delle altre. La nostra regione – conclude
Guarascio – ha bisogno di un mare che attragga visitatori, certamente, ma soprattutto di
un mare che continui a generare lavoro, dignità e futuro.- (Fonte: ASSOCIAZIONE
COSTRUTTORI NAUTICI DEI DUE MARI – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin
Montesanto Comunicazione & Lobbying)
