CATANZARO, sabato 17 ottobre 2026 – Panama ha ridisegnato le rotte del commercio
mondiale. Corinto, in Grecia, ha trasformato una strettoia geografica in infrastruttura e
attrattore. Kapıdağ-Kyzikos, in Turchia, ha costruito attorno al proprio istmo una delle
ragioni della sua prosperità economica e marittima. Anche Marcellinara, in Calabria, può
entrare in questo atlante internazionale degli istmi, che hanno saputo trasformare la
geografia in funzione, racconto e destinazione. Con una declinazione tutta identitaria: non
scavare un canale, ma costruire tra Jonio e Tirreno un corridoio verde di aree protette,
mobilità dolce, borghi ed entroterra. È qui che la Calabria, come montagna in mezzo al
mare, trova una delle sue rappresentazioni più nette: due coste vicinissime, le alture nel
mezzo e una singolarità geografica che può diventare, essa stessa, motivazione di viaggio.
DA LÌ DOVE L’EUROPA SI RESTRINGE ALLA FASE OPERATIVA
È l’ambizione che l’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria rilancia, a tre
mesi dalla prima Festa regionale degli itinerari, delle aree protette e del cicloturismo nella
Calabria Straordinaria, celebrata il 18 luglio a Marcellinara. Una giornata che ha
trasformato il progetto in racconto pubblico, attraverso il cicloraduno lungo la Ciclovia dei
Parchi, i momenti istituzionali e il confronto sul futuro della mobilità lenta, fino al concerto
di Enrico Nigiotti, testimonial scelto per parlare, soprattutto alle nuove generazioni, di
fruizione sostenibile e conoscenza del patrimonio ambientale.
UN PROGETTO VINCENTE IN SINERGIA CON REGIONE, COMPETENZE E
TERRITORI
A dare forza al progetto è anche la convergenza istituzionale, tecnica e territoriale che va
dalla Regione Calabria, attraverso gli assessori all’Ambiente Antonio Montuoro e al Turismo
Giovanni Calabrese, che passa attraverso il mondo scientifico e finisce nei territori. Una
rete di competenze e responsabilità diverse che rende l’Istmo non una suggestione isolata,
ma un progetto sostenuto da istituzioni, esperti e operatori, chiamati a costruirne insieme
la riconoscibilità e la funzione.
EPMR ENTE ATTUATORE DI UN ITINERARIO ACCESSIBILE, CONNESSO E
INCLUSIVO
Adesso quella prospettiva ha una scadenza precisa. Il progetto, vede l’EPMR quale ente
attuatore e dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027. Prevede la riqualificazione
dell’area di Monte Cocuzzo e la realizzazione di un itinerario ciclo-pedonale coast to coast
di circa 50 chilometri, destinato a congiungere il Parco Marino Regionale Baia di Soverato
sullo Jonio con il Parco Marino Regionale Costa degli Dei sul Tirreno. Un itinerario
accessibile e connesso (con totem interattivi, BLE point, App/WebGIS, defibrillatore con
vide tutorial, ricarica E-bike, bike repair) con un catalogo di servizi inclusivi (tandem e
handbike, under 14 aperto alle scuole, pet a bordo, navette di rientro, pronto intervento)
affidato a un gestore certificato, con sedi agli ingressi. In coerenza con la visione europea
di crescita sostenibile e inclusiva, il modello genera occupazione verde-blu e nuove
professionalità multilingue, aprendo opportunità a giovani, donne e persone con fragilità –
per un turismo lento, accessibile e partecipato, a misura di territorio e di comunità.
SETTE ZSC E 2.071 ETTARI: IL PERCORSO ATTRAVERSA LA CALABRIA
PROTETTA
Il tracciato mette in rete sette Zone Speciali di Conservazione per circa 2.071 ettari, dalla
Baia di Soverato alla Scogliera di Stalettì e all’Oasi di Scolacium fino alle Dune dell’Angitola
e ai Laghi La Vota. Nella stessa trama entrano il Parco archeologico di Scolacium,
l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, la Ciclovia dei Parchi, il Sentiero Italia CAI e il
Cammino Basiliano. Non un percorso isolato, quindi, ma un’infrastruttura lenta capace di
mettere in relazione patrimoni ambientali, culturali e territoriali differenti e di costruire
attorno all’Istmo una funzione riconoscibile.
DG GRECO: L’ISTMO DEVE DIVENTARE UNA MOTIVAZIONE DI VIAGGIO
È questo il salto di scala indicato da Raffaele Greco. La sfida dell’EPMR non consiste
semplicemente nel collegare due coste, ma nel contribuire alla nascita di un prodottoterritorio riconoscibile, nel quale la bicicletta diventi strumento per raggiungere borghi e
aree protette, attraversare paesaggi, incontrare comunità e scoprire patrimonio
archeologico e identitario. L’ambizione è arrivare ad un punto, nel quale il visitatore scelga
l’Istmo perché è l’Istmo. Non un luogo attraversato incidentalmente, ma una destinazione
cercata per la possibilità di passare, in pochi chilometri, da un mare all’altro, vivendo nel
mezzo la montagna calabrese.
MARCELLINARA, EMBLEMA DELLA CALABRIA MONTAGNA IN MEZZO AL MARE
Se Scilla restituisce questa visione nella sua verticalità, dai fondali dello Stretto fino
all’Aspromonte, l’Istmo di Marcellinara la rappresenta nella sua orizzontalità geografica:
Jonio e Tirreno quasi si guardano, mentre fra le due coste si dispiega un territorio fatto di
montagne, aree protette, borghi, cammini e paesaggi. È in questa sintesi che il concetto di
Calabria, una montagna in mezzo al mare smette di essere soltanto narrazione e diventa
una chiave concreta di progettazione territoriale.
L’ISTMO COME LABORATORIO: LA GEOGRAFIA NON È PIÙ CONFINE MA
CONNESSIONE
È con questa prospettiva che l’EPMR guarda al 2027. Marcellinara non deve imitare
Panama, Corinto o Kyzikos, né competere con la loro storia e le loro funzioni. Deve trovare
nella propria dimensione una vocazione altrettanto riconoscibile: fare incontrare due mari
senza scavare un canale, come pure si pensò nell’Ottocento, sotto Ferdinando II di
Borbone, e trasformare quel passaggio in esperienza di paesaggio, natura, mobilità lenta e
comunità. Perché proprio lì dove la terra si restringe, la Calabria può allargare il proprio
modo di essere conosciuta, attraversata e vissuta.- (Fonte: Ente Parchi Marini Regionali
Calabria – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione &
Lobbying).




















