CATANZARO, martedì 13 ottobre 2026 – Dai quasi duemila metri di Monte Nardello,
all’unicità dei fondali dello Stretto di Messina, Scilla può diventare il settimo Parco Marino
Regionale e il primo laboratorio compiuto di quella visione che l’EPMR ha sintetizzato nel
concetto di Calabria, una montagna in mezzo al mare. Mare e montagna non più letti
come due paesaggi distinti, ma in un’unica narrazione, una infrastruttura ambientale,
turistica e culturale omogenea da proteggere e rendere fruibile durante tutto l’anno. E
proprio in questo orizzonte, in cui le aree protette sono una ciambella di salvataggio in un
pianeta che sta naufragando, l’istituzione del Parco può diventare un momento dirompente
che può essere avviato subito, senza attendere preventivamente la destinazione di nuove
risorse economiche.
UNA COMUNITÀ MATURA E PRONTA AD ACCOGLIERE LA SFIDA GREEN
È su questa evidenza che l’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria, guidato dal
direttore generale Raffaele Greco, rilancia la prospettiva emersa dall’incontro Dentro il
mare ed oltre: dal Parco Marino al Parco dell’Aspromonte, per una visione integrata del
territorio scillese. Al convegno, promosso e organizzato da APS Chianalea e Magna
Graecia Outdoor e ospitato all’Hotel Le Sirene di Scilla, a cui ha preso parte anche il
Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale della Regione Calabria, rappresentato dal
dirigente Giovanni Aramini, Greco, ha innanzitutto voluto ringraziare le associazioni
promotrici, per aver costruito un momento di confronto, capace di registrare una
straordinaria partecipazione e una condivisione trasversale. Questa – ribadisce Greco – è
soprattutto la conferma della maturità, raggiunta da un processo autenticamente costruito
dal basso, nel quale istituzioni, associazionismo, operatori, categorie produttive e comunità
stanno concorrendo alla definizione di una prospettiva comune di crescita per il territorio.
PROCESSO AUTENTICO COSTRUITO DAL BASSO CON TANTA MATURITA
All’incontro, insieme a Greco e Aramini, hanno partecipato Angela Latella, presidente di
Magna Graecia Outdoor, Mimmo Bova, presidente di APS Chianalea, Giovanni Luca
Bellantoni, coordinatore generale per i progetti relativi ai Parchi, Paolo Baroni e Cristina
Condemi dello Scilla Diving Center, Angelo Raso di Legambiente, Piero Idone del WWF,
Paolo Latella, presidente della Federazione Italiana Escursionisti della Calabria. Presenti
inoltre rappresentanti delle istituzioni, della Soprintendenza e delle Forze dell’Ordine,
esperti ambientali, operatori turistici, associazioni locali della pesca e della caccia e
cittadini. Una partecipazione trasversale che consegna all’Ente una base concreta sulla
quale lavorare: fare di Scilla il punto nel quale il mare della Calabria incontra fisicamente la
sua montagna e questa geografia diventa progetto.
A rendere questa prospettiva, prima di tutto, una questione di tutela, è la straordinaria
importanza del patrimonio sommerso, documentato anche grazie al lavoro dello Scilla
Diving Center. Greco, in tal senso, ha sottolineato la presenza, nei Fondali di Scilla, a circa
50 metri di profondità, delle laminarie, gigantesche alghe brune che, in questo tratto,
riescono a svilupparsi grazie all’intenso idrodinamismo dello Stretto, oltre che delle
gorgonie bicolori (purtroppo gravemente minacciate dai cambiamenti climatici) e alla
Posidonia oceanica. Specie che caratterizzano i fondali di quest’area, lo Stretto, “il terzo
mare della Calabria”: un ambiente, nel quale le correnti generano condizioni ecologiche
peculiari, che costituisce anche un corridoio naturale, percorso da numerose specie
pelagiche, tra cui tonni e pesce spada, oltre che dall’avifauna migratoria.
DG GRECO: DAI FONDALI ALL’ASPROMONTE, SCILLA È GIÀ UN PRODOTTOTERRITORIO
È proprio questa straordinaria verticalità a rendere Scilla un laboratorio progettuale. Dalla
montagna scillese si arriva, in pochi chilometri, alle case sull’acqua di Chianalea e poi ai
fondali dello Stretto. Cambiano quote, paesaggi ed ecosistemi, senza uscire dalla stessa
destinazione, significa poter sperimentare, qui in maniera particolarmente evidente, il
passaggio dal singolo prodotto turistico al prodotto-territorio.
UN DOCUMENTO ALLE ISTITUZIONI, A PARTIRE DAL PRESIDENTE OCCHIUTO
Il percorso ha prodotto anche un documento indirizzato alle istituzioni, con il Presidente
della Regione Calabria Roberto Occhiuto tra i primi destinatari, per accompagnare il
confronto territoriale verso la fase delle decisioni. L’EPMR ha espresso soddisfazione per
essere parte della cabina di regia di questo processo: un ruolo coerente con la propria
funzione di raccordo tra tutela, conoscenza, fruizione e sviluppo sostenibile delle aree
marine regionali.- (Fonte: Ente Parchi Marini Regionali Calabria – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).







