


CORIGLIANO-ROSSANO (CS), venerdì 9 ottobre 2026 – Una società che sa prendersi cura degli
animali, che non lascia indietro chi è più fragile e che insegna ai bambini il valore delle regole è
una società che cresce meglio. Sono tre ambiti apparentemente diversi, ma in realtà
profondamente collegati: il rispetto per ciò che vive, l’accoglienza dell’altro e la capacità di
muoversi dentro spazi condivisi. È su questi pilastri che, negli ultimi anni, il metodo pedagogico di
Teresa Pia Renzo ha costruito una parte importante del lavoro educativo portato avanti anche in
questo anno scolastico 2025-2026 conclusosi con la Cooperativa Magnolia e con la Cooperativa
Maya, nelle diverse realtà che operano sul territorio.
RENZO: LA PRIMA INFANZIA PUÒ FARE MOLTISSIMO PER LA SOCIETÀ
La scuola dell’infanzia, il nido e i servizi educativi per i più piccoli – sottolinea la pedagogista
presidente delle Cooperative Magnolia e Maya – non sono luoghi neutri, né semplici spazi di
accoglienza. Sono presìdi sociali nei quali si cominciano a costruire comportamenti, sensibilità,
responsabilità e cittadinanza. Un metodo che trasforma ogni esperienza in un gesto educativo
concreto, capace di lasciare traccia nel modo in cui il bambino guarda sé stesso, gli altri, la natura
e la comunità.
ANIMALI E NATURA, LA CURA COME PRIMO ARGINE ALL’ABBANDONO
Il percorso sul rispetto degli animali e della natura è stato uno dei filoni più riconoscibili. Dal
progetto con il cagnolone Silvia, pensato per spiegare ai bambini che un cane non è un peluche
ma un essere vivente, fino alle esperienze in fattoria didattica e al contatto con conigli, asini,
papere, alpaca, pony, galline e cavalli, la scelta è stata quella di educare alla cura attraverso la
relazione diretta. Accarezzare un animale con delicatezza, aspettare il proprio turno, dargli da
mangiare, osservarne i movimenti, capire che ha bisogni e tempi propri significa costruire empatia.
E dove nasce empatia, si riduce quella superficialità che spesso alimenta abbandono, incuria e
fenomeni sociali più ampi come il randagismo.
LA NATURA COME LA PIÙ SUBLIME AULA EDUCATIVA PER I PICCOLI
Castagneti e fattorie, spazi rurali e orti, piante e argilla, zucche e attività all’aperto hanno restituito
ai bambini un rapporto concreto con la realtà. Non una natura raccontata da lontano o consumata
attraverso uno schermo, ma vissuta con il corpo. È questa pedagogia outdoor che trasforma la
natura nella più sublime aula educativa per i più piccoli. Quella che resta e instilla il seme della
consapevolezza. Perché un bambino che tocca la terra, pianta un seme o osserva un animale
impara che ogni forma di vita chiede tempo, attenzione e responsabilità.
INCLUSIONE, NON UNA PAROLA MA UN MODO DI STARE INSIEME
Il secondo grande filone è quello dell’inclusione. Dai calzini spaiati alla Festa dei Popoli, dalle
caramelle diverse fuori ma uguali nel cuore alla lettura condivisa, dai giochi di gruppo agli
spettacoli di fine anno, il percorso ha avuto un obiettivo preciso: far vivere ai bambini la diversità
come ricchezza, non come distanza. Nella prima infanzia – ricorda ancora la professionista, da
oltre vent’anni punto di riferimento per la crescita dei bambini – non servono definizioni astratte.
Serve sedersi in cerchio, guardarsi, scegliere, condividere, ballare, aspettare, aiutare chi è più
piccolo, riconoscere chi ha un passo diverso. È così che l’inclusione smette di essere formula e
diventa abitudine relazionale.
EDUCAZIONE CIVICA E STRADALE, LA REGOLA COME PROTEZIONE
Il terzo pilastro è l’educazione civica, resa concreta soprattutto attraverso i percorsi di educazione
stradale. Dalla patente del bravo cittadino al rapporto stretto con Polizia Locale e Carabinieri, dalle
attività negli spazi pubblici alla scoperta di segnali, semafori e strisce pedonali, è stato possibile far
comprendere ai bambini che le regole non sono ostacoli alla libertà, ma strumenti di protezione.
Fermarsi, osservare, aspettare, attraversare correttamente, riconoscere un segnale significa
imparare a stare nella città. E imparare a stare nella città significa cominciare a rispettare la vita
propria e quella degli altri.
RENZO: EDUCARE I PICCOLI SIGNIFICA PREVENIRE I PROBLEMI DEI GRANDI
Quando parliamo di rispetto degli animali, inclusione ed educazione civica – conclude Teresa Pia
Renzo – stiamo parlando della stessa radice educativa. Un bambino che impara a prendersi cura di
un cane, a non escludere un compagno, ad aspettare prima di attraversare, sta già costruendo
dentro di sé una forma di responsabilità. Sono apprendimenti semplici solo in apparenza. In realtà
sono le basi di una società meno indifferente, meno aggressiva, più attenta e più sicura. –
(Fonte: Pedagogista Teresa Pia Renzo – Corigliano-Rossano – CS – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).
