


Si è concluso alla Cittadella regionale il ciclo di incontri operativi, promossi
dalla Regione Calabria e presieduti dall’assessore alle Politiche sociali e al
Welfare Pasqualina Straface, con tutti gli Ambiti territoriali sociali (At),
svoltosi nelle giornate del 22 e 23 gennaio, con la partecipazione dei
Comuni capofila e dei rappresentanti degli Ats dell’intero territorio
regionale. Un confronto articolato e partecipato che ha registrato un entusiasmo
diffuso e trasversale da parte dei sindaci delle cinque province calabresi,
uniti nel sostenere il nuovo metodo di lavoro introdotto dall’assessore
regionale alle Politiche sociali e Welfare, Pasqualina Straface, definito da
più parti come una svolta senza precedenti nel rapporto tra Regione e
territori. Una nuova stagione per il welfare calabrese che poggia su tre direttrici
strategiche indicate con chiarezza dall’Assessore: rafforzamento della
mappatura dei bisogni reali, qualità della programmazione degli interventi e
corresponsabilità istituzionale, come base per rendere i servizi realmente
aderenti alle fragilità delle comunità.
Al centro del confronto è emersa la posizione chiara dell’assessore
Straface: “Nessun sistema di welfare può reggere se alla base non c’è una
collaborazione leale, concreta e continuativa tra Regione e Comuni capofila.
Ma prima ancora servono dati veri, una mappatura seria dei bisogni delle
persone e una programmazione di qualità che utilizzi le risorse per la loro
destinazione reale. Solo così le risorse diventano diritti e servizi effettivi per
i cittadini”. Uno degli elementi qualificanti emersi nel corso della due giorni è stato il
passaggio da una logica prevalentemente amministrativa ad una logica di
governo del welfare fondata sulla conoscenza dei bisogni reali delle
persone, come prerequisito per ogni scelta programmatoria.
Dagli interventi dei sindaci di tutte e cinque le province è emerso un
apprezzamento diffuso per un’impostazione che non si limita al richiamo
formale, ma costruisce una alleanza istituzionale tra Regione e Comuni
sulla qualità delle politiche sociali.
Nel confronto è stato evidenziato come, a fronte di risorse già trasferite,
persistano ritardi strutturali nelle rendicontazioni su diversi fondi strategici,
con annualità ferme in alcuni casi anche al 2016–2017. Ma anche su fondi
come il Fondo Nazionale Politiche Sociali, il Fondo per la Non
Autosufficienza e il Fondo Dopo di Noi, che dispongono complessivamente
di oltre 195 milioni di euro assegnati dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche sociali, si registrano difficoltà che impediscono il pieno
trasferimento delle risorse in assenza di rendicontazioni adeguate.
Una condizione che oggi non è più sostenibile, anche alla luce
dell’introduzione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (Leps) con la
Legge di Bilancio 2022, che impongono standard omogenei di servizi e un
utilizzo rigoroso delle risorse pubbliche.