VACCARIZZO A. (CS), mercoledì 15 aprile 2026 – Quando una comunità custodisce con coerenza la
propria identità, prima o poi è quella stessa identità a trovare riconoscimento nel mondo. È quanto
accaduto nei giorni scorsi a Tirana, dove Papàs Elia Hagi, parroco della Chiesa matrice di Santa
Maria di Costantinopoli, è stato insignito dell’Aquila d’Oro, una delle più alte onorificenze della
Repubblica d’Albania, già conferita a personalità di rilievo internazionale, direttamente dal Primo
Ministro Edi Rama, nell’ambito del IV Vertice della Diaspora Albanese.
GRAZIE A PRESIDENTE RAMA: ARBERIA PARTE VIVA DELL’IDENTITÀ ALBANESE
È quanto fa sapere il Sindaco Antonio Pomillo, esprimendo orgoglio e gratitudine per un
riconoscimento che non appartiene soltanto a una figura autorevole come Papàs Hagi, ma
all’intera comunità arbëresh che vive e anima il Salotto diffuso di Vakarici, che attraverso la fede,
la lingua e i riti continua a tenere viva una storia secolare. Grazie al Primo Ministro Edi Rama –
aggiunge il primo cittadino – per l’attenzione dimostrata verso i territori dell’Arberia, riconosciuti
come parte viva e attiva della più ampia identità albanese.
VERTICE DIASPORA A TIRANA, AL CENTRO SVILUPPO, INNOVAZIONE E GIOVANI
Il conferimento dell’onorificenza si inserisce nel contesto del Samiti IV i Diasporës Shqiptare,
riunitosi lunedì 13 e martedì 14 aprile scorsi nella Capitale oltre Adriatico, sotto il motto Through
Roots We Rise. Un appuntamento internazionale che ha ribadito il ruolo della diaspora albanese
come forza trasformativa e partner strategico per lo sviluppo, con particolare attenzione ai temi
dell’integrazione, dell’economia, dell’innovazione e del coinvolgimento delle nuove generazioni.
POMILLO: ARBERIA NON È PERIFERIA, MA PARTE DI GEOGRAFIA CULTURALE
GLOBALE
Questo riconoscimento – sottolinea il Sindaco – ci ricorda che l’Arberia non è periferia, ma parte di
una geografia culturale più ampia che attraversa confini e generazioni. I nostri borghi sono presidi
identitari che parlano al mondo, e quando uno di noi viene riconosciuto a questi livelli, è tutta la
comunità che si sente rappresentata. Del resto – conclude Pomillo – la figura di zoti Elia si inserisce
pienamente in questa traiettoria: custode della tradizione religiosa e linguistica, punto di
riferimento spirituale e culturale, interprete autentico di una comunità che ha saputo attraversare i
secoli senza smarrire la propria essenza. – (Fonte: Comune di Vaccarizzo Albanese –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)