


ROMA, venerdì 20 febbraio 2026 – Si parla spesso dei piccoli comuni come territori fragili. Noi
crediamo siano invece luoghi dove si sperimenta il futuro delle relazioni sociali. Ecco perché
partendo dalle ccomunità locali bisogna ripensare, riscrivere il funzionamento dello Stato nei
territori a bassa densità, adattando l’organizzazione pubblica alla vita reale dei piccoli paesi. In
questo senso l’esperienza del Salotto diffuso di Vakarici può essere considerata un esempio di
integrazione tra identità, spazi pubblici e organizzazione dei servizi.
UN CONFRONTO NAZIONALE SULLE COMUNITÀ LOCALI
È la riflessione che il Sindaco Antonio Pomillo ha condiviso a margine della due giorni degli Stati
Generali dei Piccoli Comuni promossi da ANCI conclusisi oggi (venerdì 20) nella Capitale nel
contesto della Roma Convention Center La Nuvola. L’iniziativa ha riunito amministratori provenienti
da tutta Italia insieme al Governo per discutere organizzazione dei servizi, capacità amministrativa
e prospettive dei centri sotto i 5mila abitanti. Nelle varie interlocuzioni – aggiunge il Primo
Cittadino – abbiamo portato l’esperienza maturata nel progetto del Salotto Diffuso, modello di
gestione che integra cultura, spazi pubblici e servizi in un’unica infrastruttura comunitaria.
IL SINDACO: I PICCOLI COMUNI COME LABORATORIO SOCIALE
Nei piccoli centri — aggiunge ancora il Sindaco — non si governano soltanto i territori ma una rete
di relazioni. Per questo le politiche pubbliche devono partire dalle persone prima che dalle
procedure. Il riferimento è alla necessità di modelli amministrativi capaci di adattarsi alle comunità
locali, valorizzandone identità e partecipazione.
DALL’IDENTITÀ NASCONO I SERVIZI
Ecco perché la qualità amministrativa non dipende solo dalle risorse disponibili ma dalla capacità di
costruire coesione. Quando una comunità riconosce i propri luoghi — prosegue — anche i servizi
funzionano meglio. L’organizzazione nasce dal senso di appartenenza. Il confronto nazionale,
inoltre, è stato occasione di dialogo tra territori diversi ma accomunati dalle stesse esigenze di
sostenibilità amministrativa. I piccoli comuni — conclude il Sindaco — non chiedono di essere
protetti. Chiedono di essere compresi, perché è nelle comunità coese che si misura la qualità della
pubblica amministrazione. – (Fonte: Comune di Vaccarizzo Albanese – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)

