Triplicare gli scali crocieristici a Crotone è un obiettivo possibile

Con il battesimo recentissimo delle unità MSC World Europa e MSC Seascape, rispettivamente a Doha e a New York, cresce ulteriormente il numero delle navi da crociera alimentate a GNL. Le grandi compagnie del settore stanno infatti investendo miliardi per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e hanno puntato con decisione sulla tecnologia di propulsione basata sul gas naturale liquefatto per la riduzione delle emissioni. Secondo i dati resi noti da CLIA, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, entro il 2027 metà della nuova flotta mondiale sarà alimentata con GNL, considerato la migliore scelta per affrontare la transizione energetica perché consente alle navi che lo adottano di essere pronte per le future generazioni di combustibili.
La profonda trasformazione di un comparto industriale che vede nel Mediterraneo una delle sue aree strategiche mischierà le carte anche per quanto riguarda i porti di destinazione. Nella scelta dei grandi player diventeranno sempre più importanti le infrastrutture in grado di fornire i relativi servizi di rifornimento. E, al momento, in Italia sono pochissimi gli scali attrezzati in questo senso.
Un’occasione di sviluppo in questo particolare segmento economico per Crotone potrebbe essere garantita quindi dall’inserimento del suo porto nel circuito degli scali mediterranei in grado di soddisfare la crescente domanda di GNL. Non solo. Puntando sull’integrazione di diverse soluzioni energetiche, a partire da eolico e fotovoltainco, l’area pitagorica potrebbe ambire ad un ruolo centrale nella produzione e distribuzione delle “energie verdi” inserendosi nel network degli scali crocieristici più sostenibili.
Ne è convinto l’Architetto Luigi Vartuli, Ad della Ionio Fuel, che ha presentato il progetto per la realizzazione nell’ex area industriale di Crotone di un deposito small scale di GNL. L’impianto potrebbe rifornire fino a 50 navi all’anno supportando una presenza quasi tripla rispetto alle 18 toccate di quest’anno, con ricadute enormi sull’economia del territorio.
“Crotone può sfruttare un’occasione storica per emanciparsi,” sottolinea Vartuli. “Servono scelte consapevoli e coerenti, anche alla luce delle risorse finanziarie messe a disposizione negli interventi del governo italiano e dell’Ue per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, a partire dalla prima scadenza fissata al 2030”.
Sotto questo aspetto, considerando anche le conseguenze della crisi energetica, appare sempre più pressante la necessità di un confronto tra mondo istituzionale, imprenditoriale e società civile per tracciare le coordinate economiche dei prossimi decenni.
«Il nuovo contesto economico internazionale, le nuove esigenze di settori industriali, a partire da quello delle crociere, stanno accelerando processi che già erano in atto. E’ questo il momento di decidere se il territorio pitagorico sarà soggetto attivo nelle grandi trasformazioni programmate dal PNRR, con la realizzazione di quelle infrastrutture necessarie, tra cui il GNL come carburante per la navigazione, rilanciando la portualità crotonese, punto storico di riferimento del bacino del Mediterraneo» conclude Vartuli.

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