TAURIANOVA – La Dialisi di Taurianova supera ogni avversità.

     La Dialisi di Taurianova supera ogni avversità.

Un black-out elettrico causato da uno sciagurato gatto finito carbonizzato mentre tentava di trovare riparo alle intemperie accovacciandosi nel generatore della centrale elettrica dell’ex ospedale taurianovese, dopo esservi penetrato chissà come, ha rischiato di mettere in ginocchio, ancora una volta, l’operatività del locale Centro Dialisi. Ieri, di primo mattino, mentre ci si accingeva a dare inizio alle attività per fornire il trattamento dialitico “salvavita”, è stata rilevata l’assoluta mancanza di corrente elettrica. Dopo il pronto intervento dei tecnici competenti, Oliveri, Brullo e Saffioti si è reso addirittura necessario l’intervento riparatore da parte di una Ditta specializzata che ha lavorato fino a sera per poter riparare il guasto. Con il passare delle ore, tanto il Dirigente Sanitario della Casa della Salute di Taurianova, Dott. Pietro Ingegnere, quanto l’Assessore Mamone e il consigliere Antonino Caridi  inviati dal Sindaco Scionti, hanno seguito attentamente lo sviluppo della vicenda, dando il loro sostegno. Tutto il personale del Centro Dialisi, guidato dal Dirigente Medico Responsabile, Dott. Vincenzo Bruzzese, ha dato prova, ancora una volta di grande professionalità. Dopo aver valutato lo stato clinico di ogni singolo paziente, è stato elaborato un piano strategico per poter garantire la dialisi a circa trenta malati, programmando il loro smistamento in vari Centri Dialisi viciniori, qualora si fosse reso necessario. Tuttavia, per non arrecare ai pazienti ulteriori disagi si è gestito il momento “critico” vigilando ed attendendo con tenacia il ripristino dell’erogazione della corrente elettrica. Tutti gli operatori, in una sorta di generosa autoprecettazione, hanno atteso con trepidazione il momento di poter far ripartire il Centro Dialisi. E quando ciò è stato reso possibile hanno lavorato ininterrottamente dal mattino presto fino alla mezzanotte, fianco a fianco tra di loro ed al fianco dei “loro” malati. Alla fine erano stanchi, ma soddisfatti. Ce l’avevano fatta ! Ancora una volta.

La Redazione   P.B.