TARSIA (CS), martedì 23 dicembre 2025 – La gestione di un’area protetta non si misura con
singole iniziative, ma con la continuità del lavoro scientifico, la qualità dei dati raccolti e la capacità
di trasformare la tutela in conoscenza condivisa. È con questa impostazione che le Riserve Naturali
del Lago di Tarsia e della Foce del Crati chiudono il bilancio delle attività 2025 e guardano alle
prospettive del 2026, confermando il loro ruolo di sistema ambientale complesso, dinamico e in
costante dialogo con il territorio. Tutto questo con l’obiettivo di continuare a consolidare un
modello di gestione fondato su metodo scientifico, monitoraggio permanente e fruizione
consapevole. Le Riserve non sono spazi statici, ma ambienti vivi, da studiare, proteggere e rendere
comprensibili.
2026 OBIETTIVO AMBIZIOSO: DESTINAZIONE ESPERIENZIALE NATURALISTICA
È quanto sottolinea il Direttore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati,
Agostino Brusco, tracciando il bilancio delle attività che hanno visto l’ente impegnato nel 2025 e
indicando la linea d’orizzonte che si prospetta per il 2026 con una particolare attenzione al
processo di costruzione di una destinazione turistico-esperienziale cento per cento naturalistica.
GESTIONE ORDINARIA: CONSERVAZIONE ATTIVA E RICERCA SUL CAMPO
Nel corso del 2025, intanto, l’attività delle Riserve si è articolata, come ogni anno, lungo due
direttrici principali. La prima riguarda la gestione ordinaria, con azioni costanti di tutela e
conservazione delle risorse naturali attraverso il monitoraggio di flora e fauna e l’analisi dello stato
degli ecosistemi. In questo ambito – dice ancora il Direttore – si inseriscono le attività di ecologia
applicata alla conservazione condotte nei cinque centri ex situ presenti nelle Riserve: il Centro
Ululone, il Centro Tritone Italiano, il Centro Tartaruga Palustre, il Giardino Botanico del Crati e il
Campo Sperimentale della Vite Selvatica, che rappresentano presìdi scientifici di riferimento a
livello regionale.
EDUCAZIONE AMBIENTALE COME PARTE DELLA GESTIONE
Accanto alla ricerca, un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di informazione, formazione e
sensibilizzazione ambientale, rivolte in modo strutturato al mondo della scuola. In questo anno,
infatti, sono stati attivati programmi didattici specifici, tra cui un percorso tematico dedicato agli
alberi, che ha coinvolto diversi istituti del territorio. In particolare, l’Istituto Comprensivo di
Terranova da Sibari ha adottato il Giardino Botanico del Crati, trasformandolo in uno spazio
educativo permanente, integrato nelle attività scolastiche.
MONITORAGGI AMBIENTALI: RIFIUTI, MICROPLASTICHE, BIODIVERSITÀ
Sul piano della ricerca applicata, le Riserve hanno proseguito il progetto Beach Litter, con due
campagne annuali di campionamento dei rifiuti spiaggiati, e il monitoraggio delle microplastiche
fluviali, attraverso campionamenti successivamente analizzati al microscopio. Attività – precisa –
che permettono di raccogliere dati utili a comprendere l’impatto delle pressioni antropiche sugli
ecosistemi acquatici e costieri.
CONSERVARE PER RINNOVARE SENTIERI, MUSEI E RETE DELLA CONOSCENZA
Nel corso dell’anno è stata garantita anche la manutenzione dell’intera rete sentieristica, elemento
essenziale per una fruizione sicura e regolata delle aree protette. È proseguita inoltre la gestione
della rete museale, che comprende la sezione Diorami e Aree Protette di Tarsia, l’Erbario del Crati
a Santa Sofia d’Epiro, il Museo del Mare di Sibari (Cassano Jonio) e la Biblioteca Naturalistica
Calabrese, uno dei poli specialistici più rilevanti nel panorama nazionale. Le Riserve hanno anche
partecipato ad eventi culturali e identitari del territorio, come Tarantarsia, rafforzando il legame tra
ambiente, comunità e tradizione.
LE GIORNATE NAZIONALI E COLLABORAZIONI EDUCATIVE
Tra i momenti più importanti dell’ultimo anno che sta volgendo al termine c’è sicuramente la
celebrazione della Giornata Nazionale del Mare e della Cultura Marinara, organizzata in
collaborazione con la Lega Navale – Sezione Laghi di Sibari, nell’ambito di un Protocollo attivo tra i
due Enti, coinvolgendo numerose scuole in attività di educazione ambientale dedicate
all’ecosistema marino. Particolarmente significativa anche la Giornata Mondiale della Biodiversità,
organizzata con le scuole di Tarsia e Terranova da Sibari e dedicata al progetto Adotta il Be Hotel,
che ha portato all’adozione di due hotel per insetti nel Giardino Botanico del Crati, nell’ambito dei
protocolli di intesa con il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBEST)
dell’Università della Calabria.
L’ATLANTE DEGLI UCCELLI NIDIFICANTI: UN LAVORO DI RICERCA CHE RACCOGLIE I
DATI DI 30 ANNI DI ATTIVITÀ
E poi, ancora, tra i risultati più rilevanti del 2025 si colloca la fase conclusiva dell’Atlante degli
Uccelli Nidificanti delle Riserve. Un lavoro di ricerca che si fonda su oltre trent’anni di osservazioni,
intensificato negli ultimi quattro anni con un’attività sistematica di punti di ascolto e rilevazioni sul
campo, finalizzate a una corretta determinazione delle specie presenti.
IL GIARDINO PLANIZIALE DEL CRATI PER UNA NUOVA PROSPETTIVA
Accanto alla gestione ordinaria, proseguono gli interventi di programmazione. È in fase di
realizzazione il Giardino Planiziale del Crati, area protetta e attrezzata alla foce del fiume, pensata
per finalità didattiche, scientifiche e di fruizione pubblica. Sono inoltre in corso interventi sulla rete
sentieristica lato Cassano Jonio, la realizzazione del Museo dell’Acqua al Lago di Tarsia e il
ripristino del sentiero natura guidato sul versante di Santa Sofia d’Epiro, dotato di pannelli
informativi e strutture di accompagnamento.
TRA TARTARUGHE E INSETTI IMPOLLINATORI: UNO SGUARDO AL 2026
Guardando al 2026 – prosegue ancora il Direttore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della
Foce del Crati – intendiamo avviare nuovi progetti dedicati alla Tartaruga di Hermann e alle specie
terrestri, al monitoraggio degli insetti impollinatori per la costruzione di checklist aggiornate, e a un
progetto sulla destinazione delle Riserve, sviluppato in rete con i Comuni interessati dal sistema
ambientale. Attività – precisa – che saranno sostenute dai protocolli attivi con il DiBEST
dell’Università della Calabria, uno con il Laboratorio di Entomologia e l’altro con il Laboratorio di
Erpetologia e Fauna Marina e con il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università
della Tuscia. Sempre con l’UNICAL è attiva una Convenzione di tirocinio (Curriculare) di
Formazione di Tirocinanti del Master di II livello in Gestione e conservazione della biodiversità e
delle risorse ambientali. Altro Protocollo, sempre nel 2025 è stato sottoscritto con il CURSA –
Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente, per avviare forme di
collaborazione.
BRUSCO: LE RISERVE COME PROCESSO CONTINUO
Il bilancio del 2025, quindi – conclude Agostino Brusco – dimostra che la gestione delle Riserve
funziona quando è basata su continuità, rigore scientifico e collaborazione. Nel 2026 proseguiremo
su questa traiettoria, consapevoli che la tutela efficace nasce sempre dalla conoscenza profonda
degli ecosistemi. – (Fonte: Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)