TARSIA (CS), martedì 30 dicembre 2025 – Quando una comunità sceglie di raccontarsi attraverso il
proprio prodotto identitario, non celebra soltanto un’eccellenza agricola, ma afferma una visione.
Con la sesta edizione di TARSIA CITTÀ DELL’OLIO IN FESTA, svoltasi nei giorni scorsi, la comunità
ha ribadito con forza che innovazione e tradizione non sono poli opposti, ma parole che, insieme,
costruiscono futuro.
AMERUSO: L’OLIO È CULTURA, È TERRITORIO, È IDENTITÀ
Questa festa – afferma il Sindaco Roberto Ameruso – è il frutto di una scelta chiara e coerente che
l’Amministrazione comunale porta avanti da anni: valorizzare l’extravergine non solo come
prodotto di qualità, ma come elemento culturale, espressione del territorio, della sua storia e della
sua capacità di innovarsi senza perdere autenticità. Una manifestazione voluta e costruita nel
tempo, che ogni anno rinnova il proprio significato, mantenendo saldo il legame con le radici e
aprendosi, progressivamente, a nuove prospettive.
UNA FESTA DI COMUNITÀ, TRA ASSOCIAZIONI E LUOGHI SIMBOLO
Promossa nell’ambito di Tarsia Musealè, progetto finanziato con risorse POC 2014/2020 Azione
6.8.3, la sesta edizione ha visto una partecipazione attiva del mondo associativo, parte integrante
del tessuto sociale del territorio. Un coinvolgimento che il Primo cittadino ha voluto ringraziare,
sottolineando come la scelta di Palazzo Rossi, sede delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della
Foce del Crati, rappresenti fin dalla prima edizione il segno preciso che l’olio rappresenta un ponte
tra agricoltura, ambiente e cultura. Una sede condivisa con realtà come Amici della Terra ed il
Museo Civico e della Civiltà contadina e del Circolo Anziani, che rafforza il valore simbolico e
operativo della manifestazione.
LA RETE ISTITUZIONALE DELLE CITTÀ DELL’OLIO SI È RITROVATA A TARSIA
Finanziata dall’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), la sesta
edizione della kermesse ha registrato una significativa presenza istituzionale, a conferma del ruolo
che Tarsia ha assunto nel panorama regionale. Coordinati da Sara Scarola, curatrice del Museo
Civico e della Civiltà Contadina, tra gli interventi, si sono registrati quello dei consiglieri comunali
delegati all’Agricoltura e alla Cultura, Fausto Molino e Roberto Cannizzaro, per le Riserve naturali
quello di Roberto Marchianò, della presidente della VI Commissione consiliare Agricoltura
Elisabetta Santoianni, il collegamento dell’Assessore regionale Gianluca Gallo e la partecipazione
del Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, in qualità di coordinatore regionale dell’Associazione
Città dell’Olio. Un percorso, quest’ultimo, che ha consentito a Tarsia di entrare in una delle reti
nazionali più importanti per la promozione dell’olio extravergine d’oliva e delle cultivar territoriali,
rafforzando il lavoro sulla Roggianella di Tarsia, già valorizzata attraverso la Denominazione
Comunale di Origine (De.Co.). Un cammino che guarda ora anche oltre l’olio – sottolinea il Sindaco – verso l’ulivo e l’oliva stessa, con l’ipotesi di valorizzare l’oliva dolce di Tarsia.
SCIENZA, RICERCA E MICROCLIMA: IL VALORE DELLA ROGGIANELLA
Determinante il contributo del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
(CREA), rappresentato dal ricercatore Fabrizio Carbone, che ha riportato al centro del dibattito il
Piano Olivicolo Regionale e i suoi obiettivi strategici. Proprio grazie al lavoro scientifico svolto,
Tarsia ha potuto isolare il DNA della Roggianella, riscontrando differenze significative rispetto a
piante della stessa cultivar presenti in comuni limitrofi. Il microclima locale ha infatti generato
caratteristiche organolettiche, chimiche e biologiche uniche, rendendo l’oliva e l’olio di Tarsia un
prodotto distintivo, non replicabile.
UN PONTE TRA CULTURA E PRODUZIONE
Uno degli elementi centrali emersi dall’evento è la volontà di fare da ponte tra il mondo della
cultura e della ricerca – Università, CREA e Istituzioni scientifiche – e quello dei produttori.
Un’alleanza necessaria – precisa ancora – per garantire qualità, innovazione nei processi meccanici
e nelle tecniche di coltivazione e raccolta, ma anche una promozione consapevole, capace di aprire
nuovi mercati, in particolare quelli esteri, dove la domanda di oli di eccellenza continua a crescere.
LA SFIDA DEL FUTURO PASSA DA ECCELLENZA E NUOVE AMBIZIONI
La vera sfida – conclude Ameruso – è continuare ad alzare l’asticella. I dati parlano chiaro: la
Calabria produce oli di altissima qualità. Sta a noi accompagnare questa eccellenza con
innovazione, ricerca e una narrazione corretta, capace di trasformare un prodotto straordinario in
un ambasciatore del territorio. TARSIA CITTÀ DELL’OLIO IN FESTA, quindi, si conferma così non
solo un evento, ma un laboratorio di visione, dove tradizione e futuro trovano un linguaggio
comune. L’evento è stato impreziosito dal percorso degustativo esperenziale Memoria di Tarsia e Radici
d’Olivo con Fileja Calabrese con lo show cooking a cura dello chef narrante Emilio Pompeo; Pane e
Olio con lo chef Andrea Zazzaro, Olio Armentano e Olio Lento; Dal Mio orto a casa tua a cura de Le
delizie di Rita; Dolci tipici della tradizione a cura del Circolo Anziani Santa Maria Santissima;
degustazioni di vini con Akra Vini di Calabria; e l’intrattenimento musicale Gli amici del Folk. –
(Fonte: Comune di Tarsia – CS – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto
Comunicazione & Lobbying)