SUD CHE SOGNA: QUALE SICUREZZA?

Proprio ieri l’ennesimo incendio nella baraccopoli di San Ferdinando ha provocato un’altra vittima ed è facilmente ipotizzabile che la gran parte degli“ sfollati” causati dal Decreto Sicurezza in Calabria trovino l’unica speranza di rifugio proprio lì.  #ILSUDCHESOGNA oltre ad esprimere la sua solidarietà e il suo dolore, si unisce a chi chiede una sistemazione dignitosa per migliaia di lavoratori.  Non è più possibile procrastinare, mentre l’obiettivo del provvedimento voluto dal Ministro dell’Interno appare sempre più palese: rimpolpare le fila del suo personale avversario per riciclarlo come bersaglio alle prossime elezioni. Le Prefetture infatti stanno già dando attuazione al Decreto Sicurezza salviniano, il cui nome stesso appare in re ip sa paradossale, visti gli effetti negativi che sta generando: centinaia di titolari dell’ormai ex protezione  umanitaria – tra cui donne e bambini di pochi mesi – da pochi giorni sono decaduti dal beneficio dell’accoglienza e hanno iniziato a vagare senza meta e senza nessuna possibilità di ricollocamento.  Solo i più fortunati, che hanno appena ottenuto il rilascio della protezione umanitaria prima dell’entrata in vigore del provvedimento, avranno un piccolo lume di speranza: se troveranno un lavoro regolare potranno convertirlo in permesso di lavoro.  Tutti gli altri diventeranno ben presto irregolari, e saranno ambiti come manovalanza delinquenziale e/o vittime del caporalato. In attesa di capire come si comporteranno le forze dell’ordine nel fronteggiare nella pratica un tale movimento incontrollato, i dubbi sulla legittimità costituzionale di tale operato permangono.  I 5 Stelle, nonostante una timida protesta da parte di alcuni suoi deputati, hanno serrato i ranghi quando hanno sentito la poltrona traballare.Neanche lo slogan #primagliitaliani ne ha smosso le coscienze. Centinaia e centinaia di operatori dell’accoglienza perderanno il posto e ben si sono guardati i governanti dall’affrontare il problema, mentre ipocritamente hanno evitato di intervenire sull’inquinamento dell’ILVA a Taranto proprio in difesa dei posti di lavoro.  Dopo aver assistito all’ennesimo rinvio dei provvedimenti tanto cari ai grillini un dato certo c’è: i 5 stelle si sono in pratica venduti per un piatto. Le lenticchie infatti sono state mangiate tutte dalla Lega #ILSUDCHESOGNA non passerà sotto silenzio il solito, prevedibile, scarica barile.

3 Dicembre 2018                                                       Riceviamo e pubblichiamo