Soffia il vento. Editoriale di Caterina Sorbara

Mia nonna diceva che nella vita tutto passa.
Passano i giorni, le settimane i mesi e gli anni.
Si susseguono le stagioni, cambiando colore ai nostri giorni.
In questi giorni freddi e tristi di gennaio, spesso il vento soffiasui nostri pensieri, sui nostri sogni,
sui nostri dolori e le ferite perennemente aperte.
Soffia il vento, mentre le lacrime danzano sui nostri visi, sui nostri sorrisi, spesso amari.
Cosa resterà dei nostri sogni?
Dove vanno le nostre preghiere e i nostri Rosari di Misericordia?
Salgono davvero al Cielo o restano impigliate tra le nuvole?
Soffia il vento su questo tempo malato, dominato dalla violenza, dal dolore e dalla solitudine.
Siamo isole in mezzo all’oceano dell’indifferenza.
Soffia il vento sui falsi miti, sui falsi profeti, adorati da un mondo più che mai malato.
Un mondo dove Dio è stato sostituito dal denaro, dagli interessi e dalle prevaricazioni.
Un mondo che come il gambero procede all’indietro, veloce verso la scristianizzazione, l’edonismo, le droghe, l’alcool, il potere e la tecnologia.
I nostri giovani sono sempre più inclini alla violenza, anche loro persi ad inseguire falsi miti, ad inseguire, il vuoto, il nulla, il niente.
Giovani ingabbiati nelle chat e su facebook.
Sociologi e illustri studiosi si affannano a ricercare cause e concause, ma la risposta è semplice: manca la famiglia, assente, malata.
La famiglia un tempo prima agenzia educativa e prima catechista, oggi è assente.
Una maestra di fronte al compito non svolto della sua alunna, ha domandato perché non si era fatta aiutare dalla mamma.
La bambina ha candidamente risposto: “ mia mamma sta tutto il giorno a chattare sul cellulare e su facebook. Non mi guarda nemmeno”.
Dove la famiglia è assente ,la scuola può fare ben poco, tra classi pollaio, insegnanti oberati di verbali e perennemente insoddisfatti.
Il filosofo ispano-americano George Santayana, aveva espresso molto bene questo concetto:<>.
L’amore è malato, a giusta ragione il filosofo Zygmunt Bauman parlava di sentimenti fluidi.
Amori che nascono e presto si consumano.
Ci si lascia con un sms o se si tratta dei cosiddetti VIP con un comunicato stampa.
Un amore che non è mai più “per sempre”.
Un amore che si consuma più veloce della fiamma di una candela.
Un amore ridotto a sesso, nel senso malato del termine.
Sesso consumato precocemente e velocemente.
Soffia il vento tra gli ulivi e gli aranceti della Piana del Tauro e le parole diventano preghiera, mentre Selene lacrimosa diventa la casa dei ricordi.
Soffia il vento sul mare di Geolia.
Sulla spiaggia solitaria un gabbiano mi parla di te, mi dice che sei sereno, in compagnia deli angeli.
Mi dice che hai trovato la tua Schangri-Là.
Chiudo gli occhi e sento la tua voce danzare sulle onde del mare.
Soffia il vento e spazza via il dolore, nell’attesa di una nuova alba, un’alba senza tramonto, intrisa luce , speranza e serenità.
Caterina Sorbara