“Si è svolta a Rizziconi il 19 e il 20 settembre, all’Auditorium Diocesano “Famiglia di Nazareth” l’Assemblea Diocesana.

“Si è svolta a Rizziconi il 19 e il 20 settembre, all’Auditorium Diocesano “Famiglia di Nazareth” l’Assemblea Diocesana, fortemente voluta da Mons. Francesco Milito vescovo della Diocesi Oppido mamertina Palmi.
Il 19 settembre dopo la preghiera iniziale, Mons. Francesco Milito, ha introdotto i lavori, trattando il tema:
“Il Sinodo atto liturgico. L’Eucaristia vissuta Viatico della Chiesa pellegrina: Sinodo attuato”.
Mons. Milito ha sottolineato che:”Una Chiesa in Sinodo, deve sentirsi attratta da sperimentare la verità trasfigurante. C’è la coscienza esplicita e dichiarata dell’essere insieme tutti nella condizione di pellegrini sulla terra ai quali la partecipazione ai sacramenti rivela il senso cristiano della vita, e ciò diventa luce, per cui è richiesto il sostegno nel cammino del tempo , per essere guidati ai beni eterni. Può esserci invocazione sinodale più coinvolgente di questa preghiera che, in Avvento, introduce alla duplice traiettoria dell’andare verso e accogliere il Dio veniente”
Mons. Milito, continuando il suo discorso ha affermato che: “Fratture, rotture, negazioni pratiche non appartengono alla logica Eucaristica e, tanto meno alle illogiche logiche libertà autonome. L’Eucaristia non provoca confronti con il fratello che ti siede accanto o sta fuori, ma solo con il Signore che ha invitato tutti. Una vita vissuta, in conseguenza di un’Eucaristia celebrata è la più sicura garanzia, di una Chiesa che vive secondo il suo Signore”.
A seguire Mons. Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha incantato ed emozionato l’uditorio con la relazione:
”Desiderio desideravi. La celebrazione eucaristica: luogo di formazione di una Chiesa sinodale che cammina nella Verità”.
Mons. Viola ha sottolineato che: “La liturgia è formativa. Se la liturgia è davvero l’incontro con Cristo, la possibilità di essere innestati con lui, la formazione del cristiano avviene lì, quando si è impastati con il suo corpo offerto”.
Mons. Viola ha concluso la sua relazione, rivolgendosi ai sindaci presenti e citando “Le Città invisibili” di Italo Calvino, ha detto che: “Le città sono come i sogni, son fatte di desideri e di paure. “Bisognerebbe fare dei Consigli Comunali mettendo come ordine del giorno i desideri e le paure delle comunità per capire che il desiderio più profondo dell’uomo è l’amore e la felicità. Bisognerebbe mettere nei programmi politici la felicità delle persone, felicità che viene sono dall’amare e dall’essere amati”.
Il 20 settembre, dopo la preghiera iniziale, Don Domenico Loiacono, segretario generale del Sinodo diocesano, ha spiegato l’iter di elaborazione del Libro del Sinodo.
Subito dopo si sono registrati gli interventi di: Don Elvio Nocera per la Sezione sulla Liturgia, Don Giuseppe Sofrà per la Sezione sulla Catechesi, il diacono Vincenzo Alampi per la Sezione sulla Carità, Mons. Giuseppe Demasi per la Sezione sulla famiglia e problemi sociali e don Cosimo Furfaro per la Sezione sulla Cultura.
Ha concluso i lavori Mons. Milito, annunciando l’apertura di tre cantieri che riguarderanno la liturgia, la preparazione al matrimonio e la carità.
Mons. Milito ha anche annunciato che il nuovo direttore della Caritas diocesana è il diacono Michele Vomera, che subentra al diacono Vincenzo Alampi.
Mons. Milito ha affidato al Diacono Alampi la responsabilità, all’interno dell’Osservatorio pastorale, della mappatura permanente delle ultimanze e periferie esistenziali.
Per quanto concerne la chiusura del Sinodo Diocesano, Mons. Milito, ha informato che da ottobre fino a dicembre, ci si dedicherà alla “sensibilizzazione capillare del Sinodo”.
Invece “Un semestre di ritorno del Libro del Sinodo nelle Vicarie” con Consigli Pastorali Parrocchiali, Consigli Parrocchiali per gli affari economici, Gruppi-Movimenti-Associazioni e Confraternite, abbraccerà l’arco di tempo che va dal mese di gennaio al mese di giugno 2023 .
Infine Mons. Milito ha concluso i lavori dicendo: “Abbiamo bisogno di coltivare un nuovo umanesimo per una Piana nuova in Cristo uomo nuovo”.
Caterina Sorbara