CORIGLIANO-ROSSANO (CS), mercoledì 12 novembre 2025 – I figli non sono amici, i genitori non
sono allenatori e la scuola non è e non può essere una casa. E proprio la scuola sta smarrendo il
senso vero dei ruoli e con esso sta smarrendo anche la bussola dell’educazione. Stiamo crescendo
una generazione senza confini, perché gli adulti hanno smesso di essere adulti e gli adolescenti,
senza l’argine delle regole, non hanno altro sfogo che la violenza.
FAMIGLIE E PRESIDI EDUCATIVI ATTANAGLIATI DA CRISI DEI RUOLI
Sono parole durissime quelle che usa la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa
Magnolia, per commentare il momento di smarrimento totale che stanno attraversano i giovani
ma, ancora prima, le loro famiglie e tutti i presidi educativi, attanagliati da una vera e propria crisi
dei ruoli, dove la confusione tra competenze e responsabilità sta generando una deriva di
comportamenti, valori e linguaggi.
RENZO: NESSUNO FA PIÙ IL PROPRIO MESTIERE EDUCATIVO
Viviamo in un’epoca – dice la Pedagogista – in cui il dirigente è costretto a fare l’imprenditore, il
genitore pretende di fare l’insegnante e l’insegnante spesso diventa lo psicologo – senza titolo –
dei suoi ragazzi. Insomma, tutti invadono il campo dell’altro, e così nessuno svolge davvero il
proprio compito. La conseguenza è un corto circuito educativo che parte dalle famiglie e arriva fino
alle istituzioni. E questa perdita dei ruoli – aggiunge – è la causa di molti fenomeni che oggi si
leggono come cronaca ma che in realtà nascono come sintomi. E infatti, il disagio, la rabbia, la
mancanza di rispetto non sono il problema. Sono l’effetto. La causa è la confusione degli adulti,
che non sanno più guidare, contenere, né dare esempi credibili.
RAGAZZI SENZA COLPA: LA FAMIGLIA È PRIMA SCUOLA DI RESPONSABILITÀ
I ragazzi non hanno alcuna colpa sono l’effetto di una causa – continua la direttrice di Magnolia – e
quella causa è la famiglia. Se un genitore smette di fare il genitore, nessuna scuola potrà mai
sostituirlo. L’educazione non si delega, si pratica. E se la scuola è il luogo dei saperi, la casa deve
restare il luogo dei valori. Solo così si costruisce una società che sa ancora riconoscere
l’autorevolezza senza scambiarla per autoritarismo.
RENZO: LA VERA RIVOLUZIONE È SAPER DIRE DI NO
Serve una rivoluzione silenziosa fatta di responsabilità. Bisogna tornare a dire no – sottolinea
ancora la pedagogista – tornando a difendere i ruoli educativi senza sensi di colpa. Gli adulti
devono tornare ad essere punti di riferimento, non ombre o, peggio ancora, amici dei loro figli.
Solo così i bambini potranno crescere con la certezza che la libertà non è assenza di regole, ma
conoscenza dei propri confini.
RIEDUCAZIONE ALL’AUTENTICITÀ È L’OBIETTIVO DELLE REALTÀ EDUCANTI
È necessario, quindi, promuovere modelli educativi che mettano al centro l’equilibrio tra affetto e
regola, autonomia e limite, libertà e responsabilità. Il nostro compito – conclude Teresa Pia Renzo – è quello di restituire dignità alla parola educazione, che non significa addestrare ma
accompagnare. E per accompagnare bisogna saper camminare per primi. – (Fonte: Pedagogista
Teresa Pia Renzo – Corigliano-Rossano – CS – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin
Montesanto Comunicazione & Lobbying).
