
SARACENA (CS) – Lunedì 19 gennaio 2026 – Certe tragedie non possono essere confinate al tempo
di un’emozione né consumate nel dolore di un solo giorno. La morte di Federica Torzullo è una
ferita che riguarda tutti noi. La risposta alla violenza deve diventare impegno quotidiano, fondato
sull’educazione, sul rispetto, sulla cultura dell’affettività e della responsabilità. Il silenzio che
attraverserà Saracena non sarà assenza di voce, ma un atto civile, profondo e collettivo.
LA VOCE DELLA COMUNITÀ INTERPRETATA DALLE PAROLE DEL SINDACO
È quanto dichiara il Sindaco Renzo Russo, dando forma al sentimento condiviso di una comunità
che ha vissuto giorni lunghi, sospesi tra paura e speranza, credendo fino all’ultimo in un ritorno a
casa che non c’è stato, e invitando l’intera comunità e il territorio a partecipare all’evento
commemorativo e solidale del prossimo Venerdì 23 gennaio 2026. Oggi – scandisce il Primo
cittadino – resta un dolore che non cerca clamore né esposizione, ma chiede rispetto,
consapevolezza e responsabilità collettiva.
UNA FIACCOLATA SILENZIOSA COME SEGNO CIVILE E CONDIVISO
Alle ore 19, la comunità si raccoglierà in una fiaccolata silenziosa, alla quale parteciperà anche
l’Amministrazione comunale insieme alle Parrocchie di San Leone Vescovo e Santa Maria del Gamio
e delle Armi, alle associazioni cittadine, con partenza da Piazza Mazziotti e arrivo al piazzale
antistante il Cimitero. Un cammino sobrio ed essenziale, pensato per trasformare il dolore in
presenza e il raccoglimento in responsabilità, come rifiuto pubblico e composto di ogni forma di
violenza.
LA LUCE CONTRO LA VIOLENZA, LA DIGNITÀ CHE RESISTE
Nel silenzio delle voci si accenderà una luce che non si spegne. Una luce per Federica, per la vita,
per quella dignità che nessuna violenza potrà cancellare. Non una manifestazione, ma un segno.
Non uno slogan, ma una scelta. Un gesto che afferma il valore della vita e richiama ciascuno a
un’assunzione di responsabilità che va oltre il momento del lutto.
UN INVITO ALLA CITTADINANZA: ESSERCI, OGGI E OGNI GIORNO
L’Amministrazione invita i giovani, le scuole, le famiglie a partecipare portando con sé una candela,
segno semplice e condiviso di memoria, vicinanza e preghiera. Perché quando una vita viene
spezzata – conclude Russo – il dolore non può esaurirsi nel raccoglimento, ma deve tradursi in un
impegno costante per educare al rispetto, alla relazione sana, alla cura dell’altro. Solo così la
violenza non avrà l’ultima parola. – (Fonte: Comune di Saracena – Cs – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)
