Santo Gioffre’ a Taurianova Viaggio dentro la Sanita’corrotta

Domenica 22 settembre, a Taurianova. Alle ore 19.00, davanti la Chiesa di Santa Lucia, accanto al dismesso Ospedale, nel contesto degli appuntamenti culturali del Premio “Araba Fenice”, a cura dell’Arcipretura SS.App. Pietro e Paolo, in collaborazione con il Corriere della Piana, TaurianovaTV , e Nuova Aracne, lo scrittore Santo Gioffre’ ha presentato, dialogando davanti a un folto uditorio con il giornalista Luigi Mamone’, ” Ho visto”: la sua ultima opera che rappresenta una testimonianza sconvolgente del modus agendi che per anni ha retto – e forse ancor regge- la sanita’ reggina. Un intrigo di interessi spesso illeciti che ha accomunato negli anni, dirigenti, funzionari, speculatori, faccendieri all’ l’ombra di logge di una inesplorata massoneria sanitaria e ndranghetisti: colletti bianchi operanti ad un livello cosi’ raffinato ed elevato da consentire pagamenti duplicati e triplicati di fatture milionarie. Il tutto senza che si sia registrato negli anni un intervento tempestivo e incisivo dei preposti al controllo, nonostante che da anni l’ASP non riuscisse più a stilare i Bilanci. Gioffre’ nel breve arco dei 5 mesi del suo mandato visse la solitudine della sua posizione apicale; indagò, comprese i meccanismi perversi, denuncio’ il malaffare e alla fine fu rimosso dall’ ‘autorita’ anticorruzione guidata dal magistrato Cantone non perche’ avesse commesso nefandezze come quelle che aveva denunciato e in relazione alle quali l’anticorruzione mai aveva indagato ma per una strumentale forma di incompatibilità con la carica mai in precedenza prima ad altri contestata e che un luminare del Diritto Amministrativo aveva acclarato non sussistere.
Rimosso – Gioffre’ non lo scrive ma la conclusione e’ questa – tutto ritorno’ nella normalita’ di una gestione anchilosata, opaca e corrotta fonte di una voragine di debiti destinata a mai essere colmata. Gioffre’ andava rimosso affinche ‘ non scoperchiasse il vaso di Pandora e tutti i magheggi di un apparato burocratico e contabile che occorrerebbe rimuovere cautelativamente in blocco nella speranza che le metastasi dell’Antistato e del malaffare di alto livello non si riformino . L’incontro, ha visto il saluto iniziale del Parroco Don Cesare Di Leo e due contributi: dell’On. Angela Napoli e del Cons. Marcello Anastasi e si e’ concluso con la consegna allo scrittore della pergamena con il logo dell’Arena Fenice, antico stemma araldico del comune di Jatrinoli , rinato dalle ceneri e dall’oblio del tempo grazie al premio creato 20 anni or sono dall’Archivio. Alfonso Franco e ora proseguito e ampliato nella propria sfera di interesse alla promozione culturale dal Parroco Don Cesare Di Leo Silla via di una proposta di articolazione e valorizzazione del premio in ambiti più ampi rispetto all’iniziale vocazione esclusivamente cittadina del premio

Luigi Mamone