Tucci (M5S): «Nel 2024 Vibo e Corigliano-Rossano erano nella programmazione regionale. Oggi
non hanno più un laboratorio stabile. Occhiuto spieghi ai calabresi cosa è cambiato»
Sulla nuova Rete regionale per le Sindromi coronariche acute e sulla diversa programmazione
dell’emodinamica negli ospedali di Vibo Valentia e Corigliano-Rossano interviene con una nota il
deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci.
«C’è una domanda molto semplice alla quale Roberto Occhiuto dovrebbe rispondere davanti ai
calabresi: se nel 2024 si poteva programmare l’emodinamica a Vibo Valentia e Corigliano-Rossano,
perché nel 2026 quella stessa scelta non è più considerata valida?», osserva il deputato.
«Non stiamo parlando di una ricostruzione politica – sottolinea Tucci – ma di atti ufficiali della
Regione. Il DCA 78 del 2024 prevedeva una determinata organizzazione della rete ospedaliera e
dell’offerta di emodinamica. La stessa nuova Rete regionale per le Sindromi coronariche acute,
approvata nel 2026, ricostruisce quella programmazione e oggi oppone un “no” alla presenza di un
laboratorio di emodinamica sia presso l’ospedale di Corigliano Rossano sia presso l’ospedale di
Vibo Valentia».
«Nel frattempo – continua il deputato – la Regione ha scelto un modello diverso: quello delle
équipe itineranti. La stessa Giunta regionale ha comunicato che le équipe saranno attivate prima a
Corigliano-Rossano e successivamente, una volta predisposte le sale, anche a Vibo Valentia.
Quindi è la stessa Regione a confermare che oggi la soluzione individuata non è più quella di un
laboratorio stabile, ma di un’équipe che si sposta tra gli ospedali».
«E qui nasce il problema – prosegue Tucci – perché quando si parla di sindrome coronarica acuta il
fattore tempo è decisivo. La nuova Rete SCA stabilisce che, in caso di infarto, la Sala Operativa
118 deve procedere al trasferimento rapido del paziente verso il laboratorio di emodinamica di
riferimento, tenendo conto proprio delle risorse disponibili, del fattore tempo e dell’ubicazione del
laboratorio. Allora la domanda è inevitabile: quali sono i tempi effettivi che la Regione ha calcolato
per un paziente che si trova a Vibo Valentia o a Corigliano-Rossano e deve essere trasferito al
laboratorio di riferimento? E soprattutto: quei tempi sono compatibili con gli standard che la stessa
Rete SCA si è data?»
«La Calabria non è una regione pianeggiante – aggiunge Tucci – e la stessa programmazione
regionale riconosce la complessità geografica e orografica di alcune aree del territorio. Per questo
non basta affermare che esiste una rete Hub e Spoke: bisogna dimostrare che quella rete sia
concretamente in grado di garantire ai cittadini, ovunque risiedano, la stessa tempestività di
accesso alle cure».
«C’è poi un’altra questione che Occhiuto deve chiarire – incalza il parlamentare. Il DM 70 (rivisto
col 71) è del 2015. Era quindi già in vigore quando la Regione, nel 2024, programmava la propria
rete ospedaliera. Se oggi quel decreto viene invocato per giustificare una diversa organizzazione
dell’emodinamica, qualcuno deve spiegare ai calabresi che cosa sia cambiato, sotto il profilo
tecnico e normativo, tra la programmazione del 2024 e quella del 2026».
«Non si può semplicemente dire “ce lo impone il DM 70” – osserva Tucci – senza spiegare perché
lo stesso quadro normativo nazionale fosse compatibile con una programmazione diversa appena
due anni fa. Il DM 70 è un quadro nazionale di programmazione: la Regione deve spiegare quali
criteri tecnici, quali dati epidemiologici, quali volumi di attività e quali valutazioni sui tempi di
percorrenza abbiano portato oggi a escludere Vibo Valentia e Corigliano-Rossano dalla rete dei
laboratori stabili di emodinamica», conclude.

