CATANZARO, venerdì 25 settembre 2026 – Non fermarsi sulla battigia. Usare le aree marine
protette come una porta che, dal fondale, conduce ai borghi, alle campagne, alle produzioni
identitarie, ai castelli, ai riti e alla memoria delle comunità. È questa la visione che l’Ente per i
Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria porta ad Assisi, alla 17esima edizione del World
Tourism Event (WTE) – for World Heritage Sites, il Salone Internazionale del Turismo dedicato ai
siti patrimonio mondiale dell’umanità, ospitato quest’anno nella città umbra, nell’ambito
dell’Ottocentenario francescano.
FRUIZIONE TURISTICA ORDINATA ED INTEGRATA, ECCO IL MODELLO EPMR
A ribadirla, a Palazzo Monte Frumentario, è stato Antonello Ciminelli, responsabile della sede
operativa dell’EPMR ad Amendolara, intervenuto nella Sala Cimabue nell’ambito del panel Calabria
Parchi Il cuore verde del Mediterraneo, curato dai Parchi della Calabria. Insieme a lui, la
delegazione dell’EPMR era composta da Michela Contartese e Vittoria Tucci. Nel confronto nel
cuore della città di San Francesco, sono intervenuti anche Liborio Bloise, Commissario del Parco
Nazionale della Sila; Agostino Brusco, Direttore delle Riserve naturali Lago di Tarsia – Foce del
Crati; Bruno Niola, responsabile Promozione e Comunicazione del Parco Nazionale del Pollino;
Francesco Costantino, Commissario straordinario del Parco Naturale Regionale delle Serre; Maria
Prigoliti, funzionario tecnico della Regione Calabria.
LA VISIONE DEL DG GRECO: DAI PARCHI PROTETTI AI PARCHI PENSATI
La partecipazione al WTE si inserisce nella traiettoria indicata dal Direttore generale dell’EPMR,
Raffaele Greco, che è quella di superare definitivamente l’idea dell’area protetta come recinto o
museo chiuso e trasformarla in un sistema vivo, nel quale tutela della biodiversità, turismo
sostenibile, economie locali e comunità possano procedere insieme. È dentro questa visione che il
parco marino smette di essere soltanto punto di approdo e diventa porta d’ingresso verso
l’entroterra. Non chiude, non esclude, non separa. Al contrario, apre e connette. Una prospettiva
che l’EPMR lega alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) e alla costruzione di un’offerta
capace di tenere insieme mare e montagna, costa e borghi, biodiversità e produzioni, patrimonio
naturale e cultura.
IL PARADIGMA PERFETTO DELLA CALABRIA COME MONTAGNA IN MEZZO AL MARE
Il paradigma portato ad Assisi è quello che l’Ente sta consolidando, con il Direttore Greco, ormai da
qualche anno e rafforzato questa estate col progetto Mare Dentro: la Calabria è una montagna in
mezzo al mare. Una definizione che è diventata un vero e proprio metodo di programmazione.
Perché pochi chilometri possono separare un’immersione da un castello, una secca da un uliveto,
un fondale da un borgo medievale, una prateria marina da una produzione agricola identitaria. È
proprio su questa continuità geografica, ambientale e culturale che l’EPMR costruisce la propria
idea di fruizione sostenibile: il visitatore che arriva, per conoscere il mare, deve poter essere
accompagnato anche verso ciò che quel mare guarda dalla costa.
I PARCHI NEI VISORI, IL VIRTUAL TOUR ESCE PER LA PRIMA VOLTA DALLA CALABRIA
A suscitare attenzione ed interesse tra gli ospiti del Salone è stata anche l’esperienza immersiva
del Virtual Tour nei Parchi Marini Regionali, proposta attraverso i visori dell’EPMR. Uno strumento
che consente di entrare virtualmente nei fondali e di avvicinarsi al patrimonio naturalistico anche
fuori dall’esperienza subacquea tradizionale. Lanciati questa estate lungo le sette tappe di Mare
Dentro, da Crotone a Praia a Mare, i visori ad Assisi varcano per la prima volta i confini regionali e
diventano così anche uno strumento di promozione esterna della rete dei Parchi Marini calabresi.
Dalla sperimentazione sul territorio, quindi, ad una vetrina internazionale del turismo: un altro
passaggio coerente con l’obiettivo di rendere i Parchi più accessibili, conoscibili e capaci di
produrre esperienze.
AMENDOLARA LABORATORIO PILOTA: OTTO ESPERIENZE TRA MARE E TERRA
In Umbria è stato presentato anche il progetto pilota sperimentale avviato ad Amendolara, dove
l’EPMR ha costruito otto proposte esperienziali che legano immersioni, patrimonio storico,
produzioni agroalimentari, tradizioni popolari e borghi dell’Alto Jonio calabrese. Non semplici
pacchetti turistici, ma itinerari nei quali il mare diventa il primo capitolo di un racconto più ampio.
Con Amigdala, le immersioni, alla Secca di Amendolara e a Torre Spaccata, si intrecciano alla
raccolta e lavorazione della mandorla Pizzutella; con Incanto il viaggio subacqueo incontra la
Corona di Arance e Alloro dedicata a Sant’Antonio Abate; con 4 Corone dello Ionio il mare dialoga
con i castelli di Amendolara, Roseto Capo Spulico, Rocca Imperiale e Oriolo.
DALL’OLIO AI FUCARAZZI, DAL BIONDO TARDIVO AL LIMONE IGP
La stessa logica attraversa Arcadio, che unisce i fondali alla raccolta delle olive e alla molitura in
frantoio; Ferreri Amendolara Sub, costruito attorno alle immersioni e alla tradizione dei Fucarazzi di
San Vincenzo Ferreri; e poi ancora, i Giardini dello Ionio, che conduce fino a Trebisacce, tra borgo
antico e Biondo Tardivo. Con Cirasa, invece, i fondali di Roseto Capo Spulico incontrano il Castello
federiciano e la Ciliegia De.C.O.; con Citrus il percorso parte da Amendolara e arriva a Rocca
Imperiale, per legare le immersioni al Limone IGP, al Museo Virtuale e alla lavorazione artigianale
dell’agrume. Otto esperienze diverse, ma costruite sulla stessa intuizione: non vendere
separatamente il mare e la terra, ma trasformarli in una sola esperienza di destinazione,
assecondando, tra l’altro, la richiesta multi-tematica dei moderni gruppi di visitatori.
QUATTRO PILASTRI: AMBIENTE, SOSTENIBILITÀ, COMUNITÀ, ECONOMIA
Il modello, presentato al World Tourism Event, poggia su quattro direttrici. La prima è ambientale:
tutela viva della biodiversità, transizione ecologica e servizi ecosistemici. La seconda è sostenibile:
fruizione ordinata, produzioni identitarie e valorizzazione delle risorse, senza consumo del
patrimonio. La terza è sociale: coinvolgimento delle comunità e contrasto allo spopolamento,
attraverso nuove opportunità connesse alle aree protette. La quarta, infine, è economica: turismo
sostenibile, produzioni locali, servizi e indotto territoriale. È qui che il concetto di area protetta
cambia definitivamente prospettiva e passa, dall’essere considerato un territorio sottratto allo
sviluppo, a patrimonio da tutelare e governare meglio, proprio perché possa generare sviluppo
sostenibile e, quindi, durevole. – (Fonte: ENTE PARCHI MARINI REGIONALI CALABRIA –
Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)














