ROSARNO- l’archeologo Gianluca Sapio ha tenuto una Lectio Magistralis d’eccellenza, dal tema: “In Calabria tra archeologia e storia:

Sabato scorso a Rosarno nella Sala Leonardo Da Vinci dell’Associazione Culturale MedmArte, presieduta dall’artista Ambra Miglioranzi , l’archeologo Gianluca Sapio ha tenuto una Lectio Magistralis d’eccellenza, dal tema:
“In Calabria tra archeologia e storia: il confine tra polis di Locri e Rhegion”.
L’evento si è aperto con i saluti di Ambra Miglioranzi che, dopo essersi soffermata sull’importanza dell’evento, ha sottolineato che in ogni edizione di “Frammenti d’arte” è stata sempre dedicata una giornata all’archeologia.
Subito dopo la Miglioranzi ha tracciato un breve profilo del dott. Sapio , eccellenza calabrese di fama internazionale: archeologo, scrittore e giornalista.
A seguire Gianluca Sapio, dopo aver ringraziato la Miglioranzi per il prezioso impegno nell’ambito culturale e sociale, ha incantato il pubblico con la sua lezione, arricchita anche con la visione di immagini e video.
Il confine per gli antichi greci horos, frontiera che separa due terre ma anche pietra che ne segnala concretamente il limite.
Horos indica, per estensione, il criterio che consente di definire un concetto o un’esperienza, il decreto o la norma che separa e definisce; il suo potere normativo e delimitante ne sancisce al contempo la necessità, in quanto garante di un ordine. Fissare un confine significa, infatti, anche riconoscere una differenza, consacrare l’esistenza di un’alterità attraverso la regolamentazione del rapporto con essa.
Ed è partendo dalla definizione di confine che Sapio ha analizzato le fonti archeologiche e letterarie inerenti il versante tirrenico e ionico della Calabria
Il “phorourion” di Serra Tavola che si trova a Bagnara; il “phorourion” di San Salvatore nel territorio della Bovesia, dove sono stati trovati tanti reperti, tra cui un unguentario che raffigura Persefone; la vallata del Bruzzano ; il Sito di Serro Rocchette; i ruderi della Chiesetta di santa Maria dell’Alica,;l’iscirzione su lamina bronzea di Eracle reggino trovata a Castellace, segno quest’ultimo che i greci raccontavano i miti per giustificare la loro presenza.
Molti gli storici e studiosi citati come Strabone e Tucidide.
Infine, dopo gli interventi del pubblico, la Miglioranzi ha consegnato al dott. Sapio un attestato di benemerenza .


L’evento si è concluso con un conviviale rinfresco.
Caterina Sorbara