


TARSIA (CS), sabato 11 aprile 2026 – Se c’è una cosa che nessun laboratorio universitario, per
quanto avanzato e tecnologicamente attrezzato, può replicare fino in fondo è la complessità viva
degli ecosistemi. È qui che sistemi naturalistici complessi e unici come le Riserve Naturali del Lago
di Tarsia e della Foce del fiume Crati fanno la differenza, trasformandosi in un’infrastruttura
scientifica a cielo aperto capace di offrire al mondo accademico ciò che spesso resta fuori dalle
aule e dai centri di ricerca: l’esperienza diretta, concreta, immersiva della biodiversità. Un valore
aggiunto che oggi si traduce in collaborazione strutturata con l’università e in una nuova stagione
della formazione ambientale.
CHIUSO 1° CORSO SI GUARDA GIÀ ALLA SECONDA ANNUALITÀ: START AD APRILE
A sottolinearlo è il direttore delle Riserve naturali Agostino Brusco, illustrando il percorso avviato
con l’Università della Calabria nell’ambito del Master di II livello in Gestione e conservazione della
biodiversità e delle risorse ambientali, diretto dal professore di zoologia dell’UNICAL Emilio
Sperone, che ha visto l’Ente partner attivo nella formazione, attraverso attività sul campo e
l’utilizzo diretto delle strutture, dei primi corsisti che nei giorni scorsi hanno sostenuto la prova
finale. Tutto questo mentre il progetto guarda già avanti con la seconda annualità del Master della
durata complessiva di tre anni, che partirà nei prossimi giorni di aprile e vedrà il coinvolgimento di
altri 50 partecipanti, confermando la crescita e la centralità di questo modello formativo.
31 CORSISTI. 1500 ORE DI FORMAZIONE E 200 DI TIROCONIO IN ENTI E AZIENDE
Intanto, la prima annualità del Master, per l’anno accademico 2024-2025, ha coinvolto 31 corsisti
per un totale di 1500 ore di attività formativa, tra lezioni, attività laboratoriali e soprattutto 200 ore
di tirocinio presso enti e aziende partner. In questo contesto, le Riserve hanno ospitato
direttamente 3 corsisti per 200 ore complessive di attività sul campo, contribuendo in modo
sostanziale alla fase più qualificante del percorso formativo: quella esperienziale.
DALLA VALLE DEL CRATI ALLO JONIO: UN PATRIMONIO ESTESO SU 600 ETTARI
A rendere possibile questo salto di qualità è il patrimonio strutturale e scientifico delle Riserve, che
si configurano come un vero ecosistema della conoscenza. Grazie ai suoi oltre 600 ettari che si
snodano dalla media Valle del Crati fino alle coste dello Jonio, gli studenti hanno potuto operare
tra Tarsia, Santa Sofia d’Epiro e l’area di Sibari nel Comune di Cassano Jonio, dove sono presenti le
diverse sezioni del Museo di Storia Naturale – dai diorami dedicati alle aree protette, all’erbario del
Crati fino al Museo del Mare – integrando così studio, ricerca e osservazione diretta sul campo.
DAI CUBI DELL’UNICAL ALL’ESPERIENZA SUL CAMPO, LA TEORIA DIVENTA PRATICA
Determinante è stato l’accesso diretto ai centri sperimentali per la conservazione ex situ della
biodiversità, tra cui quelli dedicati all’Ululone appenninico, alla Testuggine palustre e al Tritone
italiano, autorizzati dal Ministero dell’Ambiente, insieme al campo sperimentale della vite selvatica,
al Giardino Botanico, alla Biblioteca Naturalistica Calabrese e alla rete dei Centri Visitatori. Un
sistema integrato che consente di lavorare su casi reali, applicando metodologie scientifiche
direttamente sugli habitat e sulle specie oggetto di tutela.
RETE NATURA 2000, COSÌ NASCONO COMPETENZE MULTIDISCIPLINARI CONCRETE
All’interno delle Riserve – ricorda il direttore delle Riserve – i corsisti hanno la possibilità di non
limitarsi solo all’osservazione, ma partecipano attivamente a monitoraggi faunistici e floristici, ad
attività di gestione e conservazione di specie e habitat, all’utilizzo di strumenti avanzati come
sistemi GIS e banche dati ambientali e alla redazione di studi, piani di gestione e valutazioni
ambientali. Un’esperienza, in sintesi, che permette di costruire competenze multidisciplinari
concrete, fondamentali per formare figure professionali capaci di operare nelle aree protette e nei
sistemi della Rete Natura 2000.
IL MASTER CHE FORMA ESPERTI DI PIANIFICAZIONE E TUTELA AMBIENTALE
Al termine del percorso formativo, infatti, ai corsisti viene rilasciato il titolo di Esperto in
censimento, monitoraggio e conservazione della biodiversità animale e vegetale e delle risorse
naturali, figura altamente specializzata, in grado di applicare metodologie tecnologiche avanzate e
fornire supporto qualificato ai processi di pianificazione, gestione e valutazione ambientale
TRANSIZIONE ECOLOGICA, FORMARE NUOVA GENERAZIONE ESPERTI BIODIVERSITÀ
La collaborazione tra Università e Riserve si configura così come un modello avanzato di
integrazione tra sapere accademico e territorio, capace di generare valore scientifico, formativo e
istituzionale. Non si tratta solo di ospitare studenti, ma di costruire un ambiente in cui – conclude
Brusco – la conoscenza prende forma attraverso l’esperienza, contribuendo a formare una nuova
generazione di esperti della biodiversità pronti ad affrontare le sfide della transizione ecologica. –
- (Fonte: Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati – Comunicazione
Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)