CORIGLIANO-ROSSANO (CS), venerdì 27 febbraio 2026 – Dal prossimo 1° marzo entrerà in vigore
la Riforma sulla Disabilità, una trasformazione strutturale che ridefinisce modalità, competenze e
responsabilità nell’invio e nella gestione delle pratiche di invalidità civile. Non un semplice
aggiornamento procedurale, ma una svolta che incide direttamente sul diritto dei cittadini più
fragili ad accedere a tutele e prestazioni essenziali.
PASSAGGIO EPOCALE DESTINATO A CAMBIARE RAPPORTO TRA CITTADINI E PA
A delineare il quadro, a chiarire dettagli e declinazioni della nuova Riforma è il direttore provinciale
dell’Ente di Patronato e di Assistenza Sociale (EPAS) di Cosenza Pierpaolo Stellato che sottolinea
come la riforma rappresenti un passaggio epocale, destinato a cambiare il rapporto tra cittadino,
sistema sanitario e INPS nella gestione dell’invalidità civile.
COMPETENZE E RESPONSABILITÀ: RUOLO CONDIVISO TRA INPS E MEDICI
Con l’entrata in vigore della riforma, l’invio della domanda di disabilità e di tutti gli atti connessi
non sarà più gestito secondo le modalità precedenti. La competenza, infatti, sarà condivisa tra
INPS e medico curante certificato e accreditato presso l’Istituto. Un meccanismo che punta a
rendere più lineare e integrato il procedimento, ma che richiede un adeguamento tempestivo da
parte dei professionisti coinvolti. La procedura – spiega il Direttore – è pronta. L’INPS ha
predisposto il sistema e ha dimostrato di poter sostenere il nuovo assetto organizzativo.
SPERIMENTAZIONE A CATANZARO: RITARDI NON IMPUTABILI ALL’INPS
Dai dati raccolti nella prima sede partita in via sperimentale, quella di Catanzaro, nei primi trecinque mesi di applicazione si sono registrati rallentamenti. È corretto chiarire – precisa Stellato –
che tali ritardi non sono stati imputabili all’INPS, ma a criticità legate all’accreditamento dei medici:
in alcuni casi per mancata abilitazione nei tempi previsti, in altri per il rifiuto di gestire la nuova
procedura. Un elemento – aggiunge – che impone una riflessione sul ruolo e sulla responsabilità
professionale di chi è chiamato a operare in un ambito così delicato.
Fino ad oggi, le sedi EPAS dell’intera Calabria, comprese
quelle della provincia di Cosenza, hanno garantito un servizio costante e puntuale, nonostante
l’aumento progressivo delle richieste. Abbiamo registrato un incremento significativo delle pratiche
– evidenzia – e le nostre strutture hanno risposto con professionalità e presenza territoriale. Un
lavoro silenzioso ma determinante, che ha assicurato continuità a cittadini e famiglie in condizioni
di fragilità.
STELLATO: ETICA PROFESSIONALE E RESPONSABILITÀ SOCIALE
Confidiamo – sottolinea ancora – nell’etica professionale dei medici che scelgono di accreditarsi e di
assumersi una responsabilità sociale verso le persone con disabilità. La riforma non può diventare
un ostacolo burocratico: deve tradursi in un sistema più rapido, trasparente e giusto. Per questo è
necessario che tutti gli attori coinvolti operino con senso istituzionale e consapevolezza del proprio
ruolo.
PATRONATO PRONTO ANCHE CON MEDICI CONVENZIONATI
Come Ente di Patronato, EPAS metterà a disposizione dei cittadini una rete di medici convenzionati
accreditati, pronti a gestire correttamente l’invio delle nuove pratiche. Il nostro obiettivo –
conclude Pierpaolo Stellato – è garantire che nessun cittadino resti indietro in questa fase di
transizione. La riforma deve essere un’opportunità di semplificazione, non un motivo di incertezza.(Fonte: Epas provinciale Cosenza – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto
Comunicazione & Lobbying)