( Riceviamo e pubblichiamo) IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA

Continueremo all’infinito ad essere differenti e a perseguire i fini nobili della Politica che non possono prescindere dal dialogo, dal confronto e dal “compromesso” dialettico. Le parole utilizzate possono allontanare da tutto questo facendo un torto alla Politica e alla comunità che si rappresenta. Per questo motivo ci sorprendiamo ancora adesso quando a domande precise e a interventi di carattere esclusivamente politico il Sindaco di Polistena direttamente o attraverso il Gruppo che lo sostiene si lascia andare ad affermazioni che esulano dalla Politica con P maiuscola e scadono nell’offesa gratuita e sterile. Lo “stile”, purtroppo, è sempre lo stesso e davvero non riusciamo a capire come si continui a dare credito a chi sparge nauseabonde parole lungo il suo cammino. Rimane la scia sgradevole dei miasmi d’autore che prendono di mira persone che esprimono, indipendentemente dai giudizi, una linea politica ed un pensiero. Leggiamo quotidianamente interventi che cercano di falsificare la realtà delle cose per tentare di farsi passare come vittime di un metodo che, invece, li vede autori. Basta leggere quanto scriviamo e come lo scriviamo, noi di Polistena Futura, per capire dove sta la verità. Il linguaggio della politica dovrebbe tracciare la strada affinché si raggiungano risultati condivisi e utili all’intera comunità. Non riusciamo davvero a capire come si possa arrivare a bassezze comportamentali e linguistiche (ieri addirittura il Gruppo Consiliare che sostiene il signor sindaco, dott. Michele Tripodi, ci ha definiti “sottospecie di opposizione” solo per il fatto di aver reso pubblica la notizia del crollo del soffitto dell’edificio scolastico di via Trieste che l’Amministrazione ha cercato di tenere nascosta) e provo anche un senso di profonda amarezza per coloro i quali devono sottostare a questo marciume dialettico. Dietro un partito politico si presuppone esista un gruppo di persone e francamente comincio a reputare tutti quanti responsabili di questo continuo squallore. Noi non ci preoccupiamo perché nelle piccole realtà come le nostre ci conosciamo tutti ed alcune affermazioni per screditare gli avversari politici rappresentano un boomerang per chi le pronuncia. Bisogna, però, cominciare a prendere le distanze da un modo di fare ed agire che rappresenta una vergogna per una classe dirigente e politica polistenese che PURTROPPO ci rappresenta nelle istituzioni. Vorrei poter dire che questo modo di approcciarsi agli avversari politici cambierà un giorno ma molto dipende da coloro i quali annuiscono davanti a questa vergogna inaudita.
Vogliamo una Polistena bella a cominciare dal linguaggio.

FRANCESCO PISANO
CAPOGRUPPO CONSILIARE “POLISTENA FUTURA”