Reggio Calabria (RC) – Deteneva illegalmente 18 cardellini catturati in natura. Una persona denunciata.

Militari del Nucleo Carabinieri CITES di Reggio Calabria hanno deferito in stato di libertà L.D., settantaduenne di Reggio Calabria, responsabile del possesso illegale di 18 esemplari di Cardellini (Carduelis carduelis L), specie particolarmente protetta dalla legge, rinvenuti rinchiusi in gabbie all’interno di un garage del quartiere Gebbione di Reggio Calabria.
Lo scenario che si è presentato ai militari, attirati dal verso degli uccelli udito durante un servizio di controllo nella zona, è abbastanza frequente per questo genere di reati; numerosi esemplari privi di anelli alla zampa, la cui presenza comprova la nascita in cattività, rinchiusi in minuscole gabbie per limitarne al massimo i movimenti disperati nel tentativo di ritrovare la libertà.
Il Cardellino è una specie particolarmente protetta, anche da convenzioni internazionali (Convenzione di Berna, Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”), la cui detenzione, solo per gli esemplari nati in cattività comprovata da anello inamovibile alla zampa, è sottoposta a rigorose regole di controllo e tutela.
Nel garage in possesso del settantaduenne, peraltro già noto alle Forze dell’Ordine per gli stessi reati, sono state rinvenute e sequestrate anche reti da uccellagione, una ulteriore prova della attività illegale dello stesso. Inevitabile quindi, per L.D. il deferimento all’Autorità Giudiziaria per “furto venatorio” e per “detenzione di specie animale non consentita” ed il sequestro degli esemplari, tutti atti al volo e liberati immediatamente in natura.
Storia di ordinaria illegalità verso il mondo animale, fenomeno particolarmente contrastato da una campagna istituita ad hoc denominata “L’Anello mancante”, appositamente predisposta dal Comando Unità Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri – Raggruppamento CITES. L’attività di contrasto all’uccellagione ed al commercio di specie rare resta un settore di particolare interesse per i Carabinieri Forestali, poiché riguarda un segmento delle attività illegali in grado sia di impoverire pesantemente l’ecosistema, sia di movimentare un notevole flusso di capitali, in special modo con il commercio dei Cardellini anche al di fuori del territorio nazionale, molto richiesti dagli amatori e con un rilevante valore di mercato, come del resto hanno dimostrato importanti operazioni di polizia portate a termine dai Carabinieri Forestali negli ultimi anni.
Si esortano pertanto tutti i cittadini a non alimentare questo commercio illegale, peraltro pesantemente sanzionato dal Codice Penale, e di segnalare al 1515 ogni potenziale violazione di Legge.