Pedagogia e Bullismo

L’ Associazione Ainsped Calabria(Associazione Internazionale Pedagogisti Educatori): l’episodio di Gragnano non è un caso isolato, anche nella Regione Calabria si verificano atti di bullismo a scuola e in rete. È importante intervenire e prevenire tempestivamente.
Ancora una volta, la scuola e la famiglia finiscono sotto l’occhio accusatorio della società, impreparati di fronte a episodi come quello del tredicenne di Gragnano, vittima di bullismo in rete, morto gettandosi da un balcone. Sono in corso gli accertamenti e le verifiche su siti e massaggi, al fine di trarre notizie. L’ipotesi prevalente è che il tredicenne possa essere stato spinto a togliersi la vita. E’ importante capire che non basta indagare e intervenire quando succede l’irreparabile, non basta sapere che a breve si sapranno i nomi di chi perseguitava Alessandro e che giustamente ci saranno delle conseguenze, non basta, perchè parliamo di giovanissimi, parliamo comunque di minori che andrebbero tutelati in quanto vittime di loro stessi. I fenomeni di bullismo (comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi) e di cyberbullismo (atto aggressivo condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto, esempio i social, i messaggi ecc.) sono considerati un’emergenza sociale, viviamo in una società in cui la violenza si trasforma in spettacolo, occorre attuare strategie pedagogiche preventive e di rieducazione sociale. Si tratta di una vera e propria emergenza, che può essere contrastata a partire dall’ intervento a scuola. L’associazione AINSPED (Associazione Internazionale Pedagogisti Educatori) propone la figura del pedagogista all’interno dei contesti scolastici, per individuare in maniera tempestiva i disagi attraverso la valutazione dei fattori di rischio individuali, familiari e ambientali, che potrebbero generare comportamenti violenti. L’introduzione della figura del pedagogista nel contesto scolastico, potrebbe contribuire alla promozione delle risorse e delle potenzialità dei ragazzi in una fase delicata come quella dello sviluppo. L’apprendimento non deve essere chiuso e standardizzato ma in continuo sviluppo, rivisto e trasformato in risposta ai bisogni che emergono nei contesti sociali. Ricordiamo che nel 1994 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto un elenco di competenze di vita (life skills) ritenute essenziali al benessere e alla salute psicosociale dei bambini e degli adolescenti, l’acquisizione di queste competenze è necessaria per prevenire comportamenti a rischio e per promuovere il benessere personale e sociale che educa alla resilienza, all’autoefficacia e autostima. Il pedagogista a scuola è in grado di supportare in tal senso genitori e insegnati attraverso azioni di prevenzione, valutazione e rieducazione pedagogica del bullismo e cyberbullismo, è in grado di individuare i bisogni e i disagi degli alunni, riconoscere le problematiche e i disagi di genitori, docenti e collaboratori, sensibilizzare rispetto al fenomeno, formare tutti a riconoscere gli indicatori del bullismo/cyberbullismo, è in grado di condurre il gruppo al pensiero positivo attraverso comportamenti e progetti costruttivi. Assume una grande rilevanza infatti, l’educazione alla salute, in quanto costituisce un aspetto fondante della piena formazione dell’uomo e del suo pieno sviluppo, come infatti afferma l’OMS, la salute è “lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e non mera assenza di malattia. Educare alla salute significa promuovere il pieno sviluppo della personalità, dell’affettività, dell’integrazione sociale di ogni singolo alunno. La scuola ha bisogno di supporto e di innovazione.

Presidente Ainsped Calabria
dott.ssa Chiara Rotiroti

Vice Presidente Ainsped Calabria
dott. Giovanni Gangemi