Nella mattinata del 1 ottobre, nella provincia di Reggio Calabria, i militari del Gruppo Carabinieri di
Gioia Tauro hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio G.I.P.-G.U.P., nei confronti di 12 soggetti, 7 dei quali destinatari della custodia cautelare in carcere e 5 sottoposti agli arresti domiciliari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso,
estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione
ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Contestualmente, è stato dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal
medesimo Ufficio giudiziario, avente ad oggetto un’impresa individuale finalizzata alla gestione di una cava di inerti e un terreno.
Le indagini, avviate dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro nel
maggio 2022, hanno preso le mosse, anche, dalle risultanze investigative dei procedimenti
“Crimine” e “Ndrangheta Stragista”, consentendo di ricostruire le dinamiche associative
della locale di ‘ndrangheta di Melicucco.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire la genesi del sodalizio, risalente all’incirca
a un secolo fa, nonché le principali fasi della sua evoluzione, attraverso l’avvicendamento
dei vertici nel tempo, sino a delinearne l’attuale assetto.
Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti diversi episodi estorsivi e di violenza privata
aggravata, anche nei confronti di amministratori locali, che avrebbero evidenziato la capacità intimidatoria del sodalizio e il suo capillare controllo criminale del territorio.
Le investigazioni hanno inoltre consentito di raccogliere elementi utili a contestare la concreta disponibilità, da parte dell’associazione di tipo mafioso, di armi, nella disponibilità dei
suoi appartenenti.
Gli approfondimenti investigativi hanno interessato anche il settore degli stupefacenti. Sebbene il traffico di droga non costituisse il core business della locale di Melicucco, gli appartenenti al sodalizio, secondo quanto emerso dalle indagini, non avrebbero rifuggito dall’occuparsene in caso di necessita. In tale ambito, alcune trattative già avviate non sarebbero
giunte a compimento per circostanze fortuite, che ne avrebbero impedito la concretizzazione.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono ritenersi
non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
Reggio Calabria, l° ottobre 2026

