Avv. Maximiliano Granata(Legalità Democratica).De Magistris non conosce i problemi della Calabria, non siamo una colonia di Napoli.

Le mie opinioni sul partito dei magistrati sono note a tutti. Io non sono mai stato e non sarò mai un giustizialista e non ho grande considerazione dei magistrati da un punto di vista amministrativo, specialmente per chi viene da fuori regione e non conosce assolutamente i suoi problemi . Al di là dell’appartenenza politica, gli artefici del proprio destino siamo noi , che siamo validi amministratori e lo abbiamo dimostrato sul campo. Rifletto spesso su alcune riflessioni del mio mentore Mauro Mellini quando dichiarava “Quell’altra parte, ancora minoritaria, della magistratura “scalpitante”, degli assatanati antimafia e anticorruzione in cerca di popolarità populista in funzione dei suoi miraggi elettorali è anch’essa “Partito dei Magistrati”. Direi che è la “corrente della scorciatoia” di tale partito. La più visibile, oramai, credo persino da Berlusconi. E dai Sabino Cassese. Meglio di niente (per ciò che riguarda la capacità di rendersene conto, non certo per l’esistenza stessa di tale corrente).Ma per chi voglia difendersi dall’invadenza delle toghe, se è ridicolo chiudere gli occhi di fronte ad un Di Matteo, a un Grasso, a un de Magistris, a un Emiliano etc. non è certo sufficiente che taluno li apra solo per fare i conti di quanti sono i magistrati italiani “fuori ruolo” (e magari “fuori binario”) per incarichi “politici” e, magari, per discutere se possano pretendere o non di “rientrare” a fare il loro mestiere. Occorre, certo, guardare alla punta dell’iceberg, a patto di non ignorare che la gran parte del ghiaccio (o della melma) è sotto l’acqua del mare. Con Mauro Mellini ci saremo messi a sorridere di fronte al pensiero nel vedere qualche amministratore colonizzato dal partito dei magistrati. Le idee di Mauro camminano sulle nostre gambe e su questo interverremo in campagna elettorale. Se si perdesse un po’ di tempo a riprendere, commentare, illustrare, catalogare tutte le baggianate dei populisti giustizialisti (e, in fatto di giustizia, quelle di certi magistrati ) se ne potrebbe fare un libro, a metà strada dal libro dell’orrore ed il libro umoristico.
Ma, poverini, sono ignoranti e cretini. Meritano un premio di “comprensione”.
Ecco il “premio di maggioranza” cui nemmeno Leonardo Sciascia aveva pensato.

Lo dichiara il Presidente dell’Associazione Legalità Democratica Avv. Maximiliano Granata .

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