LAMEZIA TERME (CZ), mercoledì 5 agosto 2026 – La nautica calabrese non può più essere
raccontata soltanto dai territori: deve stare nei luoghi in cui si incontrano mercati, buyer, operatori,
turismo esperienziale e innovazione. Per questo l’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari
esprime soddisfazione per il lavoro avviato dall’assessorato regionale al turismo guidato da
Giovanni Calabrese, che ha opzionato la presenza della Calabria nei prossimi saloni nautici europei
accogliendo esigenze e proposte avanzate dal comparto. Le fiere di settore non sono una vetrina
accessoria, ma un pezzo della strategia di sviluppo turistico, produttivo e occupazionale del
territorio.
GUARASCIO: BENE GLI SPAZI CALABRIA, ORA SERVE IL PRODOTTO IN FIERA
È quanto dichiara Claudio Guarascio, Presidente dell’Associazione Costruttori Nautici dei Due Mari,
commentando positivamente la scelta della Regione Calabria e del Presidente Roberto Occhiuto, di
prenotare spazi istituzionali per la presenza regionale al boot Düsseldorf e al Salone Nautico
Internazionale di Genova. È il metodo giusto – sottolinea – perché costruisce sinergia tra istituzioni
e imprese. Ma il passo decisivo, adesso, è consentire ai costruttori calabresi di portare anche le
imbarcazioni, soprattutto a Genova, appuntamento più imminente e fondamentale per il mercato
nazionale.
GENOVA È LA PRIORITÀ, DÜSSELDORF LA PORTA EUROPEA
Il Salone di Genova resta il riferimento italiano della nautica e nel 2025 ha chiuso con oltre 124
mila visitatori, confermandosi una piattaforma strategica per reputazione, relazioni commerciali e
posizionamento del prodotto. Düsseldorf, invece, è uno dei grandi hub internazionali del settore:
l’edizione 2026 ha registrato quasi 199 mila visitatori, oltre 1.300 espositori e una presenza da 69
Paesi. Numeri che dicono una cosa semplice: essere presenti significa entrare dove si decide una
parte importante della domanda nautica europea.
ISTANBUL, L’AUSPICIO È PORTARE LE BARCHE IN UN MERCATO IN CRESCITA
Accanto a Genova e Düsseldorf, l’Associazione guarda con attenzione anche a Istanbul, e in
particolare al Bosphorus Boat Show, appuntamento che intercetta un bacino mediterraneo ed
euroasiatico di grande interesse. Si tratta di una manifestazione con oltre 500 brand, centinaia di
barche e più di 30 mila visitatori. Un contesto nel quale – suggerisce il Presidente – la Calabria
potrebbe raccontare non solo cantieri, ma destinazione, stile di vita e le sue coste, i suoi servizi e
la sua tradizione nella cantieristica nautica. L’auspicio è che si possa lavorare con la Regione per
valutare una presenza ancora più qualificata, con barche calabresi in esposizione.
LE FIERE NON SONO STAND, SONO MACCHINE DI RELAZIONI E CONTRATTI
La partecipazione fieristica – aggiunge – va misurata non solo in termini di visibilità, ma di contatti,
preventivi, ordini, reti commerciali, accordi con dealer, incoming turistico e reputazione della
destinazione. I saloni nautici, inoltre, sono propulsori di innovazione perché mettono insieme
prodotto, servizi, tecnologia e ovviamente un target selezionato. Alcuni studi internazionali sul
settore dimostrano che i boat show generano impatti economici rilevanti per vendite, fiscalità e
indotto locale; il Newport International Boat Show, ad esempio, ha dichiarato per l’edizione 2025
un impatto economico di 22,5 milioni di dollari, mentre il Fort Lauderdale International Boat Show
quantifica centinaia di milioni di dollari di vendite durante la manifestazione.
LA CALABRIA DEVE PRESENTARSI COME FILIERA, NON COME SOMMA DI AZIENDE
Il punto, dunque, è superare la partecipazione isolata. Una barca calabrese in fiera – ricorda
ancora il rappresentante dell’associazione che riunisce 140 imprese tra cantieri e filiera collegata,
con un fatturato complessivo che supera i 65 milioni di euro – non racconta soltanto un prodotto
ma la possibilità di navigare una destinazione. Per questo la presenza regionale deve diventare
sistema perché solo così, attraverso il supporto di spazi istituzionali, le aziende possono attivare
rapporti mettendo insieme produzione e promozione del territorio.
SOSTENERE CHI PORTA LE BARCHE SIGNIFICA INVESTIRE SUL TERRITORIO
L’Associazione auspica quindi che, anche per Genova, la Regione possa valutare un sostegno
ulteriore per quei costruttori che decideranno di portare fisicamente le imbarcazioni. È una scelta
onerosa, ma decisiva: senza prodotto esposto, una fiera nautica perde parte della propria forza
commerciale. Sostenere questa partecipazione significa aiutare le imprese a generare contatti, ma
anche promuovere la Calabria come luogo dove la nautica si costruisce, si vive e può diventare
turismo.
CON ASSESSORE CALABRESE INTERLOCUZIONE COSTANTE E PROFICUA
Il lavoro in corso con il dipartimento e l’assessorato regionale al turismo, guidato dal direttore
generale Roberto Cosentino e da Giovanni Calabrese, conferma una direzione positiva. La nautica
non è un comparto laterale rispetto al turismo: è uno dei segmenti più interessanti per intercettare
un pubblico selezionato, capace di cercare esperienze, servizi, qualità ambientale e destinazioni
non banali. La Calabria può parlare a questo target se si presenta con una proposta ordinata,
credibile e riconoscibile.
DALLE FIERE ALLA DESTINAZIONE, LA NAUTICA PUÒ DIVENTARE BRAND CALABRIA
La presenza nei saloni deve essere l’inizio, non la conclusione. Dopo la fiera – conclude Guarascio
– servono follow-up, pacchetti di relazione, contatti commerciali, inviti sui territori, prove in mare,
visite nei cantieri e collegamenti con porti e marine. Solo così la promozione diventa ritorno
economico. La Calabria ha imprese, mare e identità: ora deve usare le fiere per trasformare questa
materia prima in reputazione internazionale, lavoro e nuova economia del mare. – (Fonte:
ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI NAUTICI DEI DUE MARI – Comunicazione Istituzionale/Strategica
– Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying

