Natuzza Evolo, una mamma per tutti

Tanti ne parlano, televisioni, telegiornali, giornali, pellegrini; testimonianze, fatti straordinari, fenomeni mistici, quasi un culto. Chi non conosce Mamma Natuzza la mistica di Paravati? Una donna semplice, umile, analfabeta, mamma di famiglia, accarezzata da Dio, che ha sempre confessato: “io sono uno strumento, è Dio che opera”. Quanti sono stati in contatto con lei, hanno ricevuto forza, incoraggiamento, consolazione. Cosa ha provato un familiare ad avere in casa, nella sua parentela una donna che ha fatto della sua vita un’offerta gioiosa umile a Gesù nell’accettazione di tante prove e sofferenze? È quello che vivrà la piccola comunità di San Procopio, sabato 19 novembre alle 16,00, alla presenza della nipote di mamma Natuzza, Fortunata Nicolace, a raccontare l’esperienza vissuta in famiglia e a contatto con lei. Invitata dal parroco, il sac. Vincenzo Leonardo Manuli e dal gruppo del cenacolo di preghiera “Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime” accompagnato dalla responsabile del luogo Lucia Alvaro. Natuzza Evolo, originaria di Paravati, muore all’alba del 1° novembre 2009, festa di Tutti i Santi, all’età di 85 anni, nella casa di riposo di Paravati. Attualmente è in corso la causa di beatificazione, è il desiderio e l’auspicio di quanti l’anno ascoltata e amata di vederla presto beata e santa.
Devozionismo? Spiritismo? Folclore? Oppure un richiamo a vivere la santità quotidiana, la necessità di pregare, di darsi con amore con gioia e affetto agli altri e mettere al centro della propria vita Gesù e il Vangelo?
Dalla locandina dell’evento di sabato prossimo, emerge un percorso formativo e spirituale, di testimonianza, di condivisione, un incontro che tra passaggi emotivi e ricordi impressi nel cuore, tra sprazzi di spiritualità e di profonda interiorità, richiama la il passaggio in questa vita dell’umile donna di Paravati che invita il cristiano a compiere la propria missione fino alla fine, fedeli agli impegni del battesimo: preghiera, carità, testimonianza.

VLM