
Mesoraca 12 09 2026
Uno dei momenti più intensi dell’intera edizione del Premio Messurga Opera Prima Mesoraca in Festival, è quello
che ha visto, ieri sera, sul sagrato del Santuario del SS. Ecce Homo, tutti in silenzio a chiedere scusa a Leo
Garofalo e Denise Cosco per l’indifferenza che ha provocato l’ennesima morte di ndrangheta. Uno slancio di
consapevolezza collettiva civile che il popolo mesorachese, petilino e crotonese sentiva di dover rivolgere, nel
solco della lettura e della cultura, dell’ascolto di questo territorio.
La seconda giornata della seconda settimana del fitto programma del Premio letterario Nazionale che assegnerà al
vincitore della sezione narrativa l’opera di Michele ed Antonio Affidato, è ripresa dal bosco sacro di San Francesco
del Santuario con il chirurgo, scrittore e musicista Massimo Felice Nisticò che ha dialogato con Lucia Bellassai,
giornalista pubblicista e autrice, e don Francescantonio Spadola: autore, docente di Filosofia e Storia impegnato
in ambito diocesano nelle attività legate a cultura e turismo. Tra filosofia e disincanto, l’approfondimento di “All
Inclusive” (edizioni Rubettino) ha raccontato della discesa dentro la realtà e dentro se stessi, fino ad una possibile
consapevolezza. L’autore ne è uscito letteralmente emozionato: “la Calabria deve essere raccontata con le sue
magnificenze come il Messurga Opera Prima; riuscire a partecipare un pubblico così attento è uno dei segnali
più belli che questa nostra regione può e deve cogliere”.
Nel giro attento alla mostra fotografica “Quando eravamo operai” di Christian Palmieri e Gaetano Leonardi che
rimarrà disponibile fino a domenica, proprio assieme al Professor Tommaso Greco, corregionale di nascita ma da
decenni ordinario di Filosofia del diritto a Pisa, ci si è spostati sul sagrato dove si è consumato il minuto di silenzio
per Lea Garofalo e sua figlia Denise.
Tra il reading di Lucia Bellassai dedicato al Discorso di Pericle agli Ateniesi di Tucidide, gli omaggi a Guccini e
l’incredibile voce di Floriana Mungari, c’è stato anche spazio alla presentazione dell’iniziativa che vedrà la Chiesa
monumentale del Ritiro e tutta la parrocchia retta da Don Antonio Arcuri creare un continuo “scambio di segni e
libri della pace” collegati con le attività de La Casa della Cultura che l’Amministrazione comunale Parise, Fico
Tesoriere sta rilanciando, e che don Francescantonio Spadola ha “benedetto” come necessaria per l’intero
territorio. Quindi il momento centrale condotto dalla sempre puntualissima ed appassionata Elisa Chiriano:
l’autrice e conduttrice radiofonica di “Fuori di Testo”, ha moderato e condotto i ragionamenti proposti dal professor
Tommaso Greco, saggista, professore e militante, come ha voluto autodefinirsi, da tempo al nord dove dirige
anche il Centro Interdipartimentale di Bioetica. Forti e chiari i messaggi arrivati alla foltissima platea tratti dal
suo ultimo libro “Critica della ragione bellica” (edizioni Laterza): “la pace è un principio, non un valore, ed
il sistema di informazione è il principale responsabile di una narrazione che non valorizza le conquiste di
una Europa che non è in guerra; ed un principio di rinascita e consapevolezza può partire solo dalle città
e dai territori che abitiamo, e da qui a Mesoraca accolgo un processo di dedizione profondamente legato al
territorio ed alle persone”.
Oggi l’attesissimo appuntamento con Nicola Pesce prima della finalissima di domenica: sotto il programma
dettagliato delle due giornate conclusive.










