Maiali in divisa? Un film già visto!

Giovanni Iacoi LeS

“Un cantante, che qualche giorno fa si è esibito in concerto a Villa Bellini di Catania, ha superato davvero ogni limite nella sua ricerca di facile pubblicità. Sul proprio profilo ufficiale Instagram, infatti, è stato postato un fotomontaggio in cui appaiono poliziotti in servizio al suo concerto col volto coperto da smail raffigurante un maiale. Come lui aveva sicuramente previsto questo ha fatto scoppiare il clamore per l’offesa alle forze dell’ordine. Sono insorti i sindacati di Polizia e i politici (in verità solo quelli di un determinato schieramento politico). Però, così facendo, è stato persino fornito un assist a questo personaggio, per fargli raggiungere lo scopo di avere qualche attimo di notorietà che, probabilmente, come artista, non riesce ad avere.” Così esordisce Giovanni Iacoi Segretario Generale del sindacato LeS (Libertà e Sicurezza Polizia di Stato).
D.: Iacoi come mai non avete replicato immediatamente a questa grave offesa nei confronti dei vostri colleghi?
R.: è fin troppo evidente che il fine dell’azione era mirato ad un ritorno pubblicitario. Per questo motivo non intendo neppure nominare il nome del cantante. Che poi un artista dovrebbe essere originale ci sta, ma questa persona non ha fatto altro che ricalcare le orme della ben più famosa Gianna Nannini che in un suo video del 2021 mostrava dei maiali in divisa; probabilmente memore della Nannini sicuramente a breve avrà altro spazio pubblicitario per scusarsi!
D.: non le sembra un po’ poco?
R.: È giusto chiedere la condanna di questo gesto nelle sedi opportune. Ma non dobbiamo chiederla solo noi, la dovrebbe chiedere tutta la società civile!
D.: Mi scusi Segretario ci chiarisca maggiormente il suo pensiero!
R.: L’offesa si è stata fatta agli uomini della Polizia di Stato, ma la Polizia rappresenta lo Stato, quindi chi si dovrebbe sentire maggiormente offeso dovrebbe essere lo Stato Italiano che proprio per questo dovrebbe far sentire la sua voce a difesa dell’onore non soltanto dei singoli appartenenti alle Forze dell’Ordine, ma della stessa istituzione Polizia di Stato. Vede, noi Poliziotti siamo purtroppo abituati a ricevere insulti molto più gravi rispetto ad uno smail dalla faccia di maiale. E il più delle volte non troviamo giustizia nemmeno quando portiamo in giudizio persone che durante il nostro servizio ci offendono gravemente o compiono atti di resistenza a pubblico ufficiale o addirittura ci aggrediscono e spesso è difficile che in casi come questi riceveremo giustizia! Però noi, fedeli alla divisa che indossiamo, ci confidiamo come sempre!
D.: Abbiamo letto diversi commenti sui social ed uno dei più ricorrenti riguarda quale potrebbe essere la vostra risposta qualora questa persona dovesse richiedere un giorno l’assistenza delle forze dell’ordine?
R.: La Polizia non fa discriminazioni, se dovesse richiedere il nostro intervento, noi ci andremo, come facciamo con tutte le chiamate senza nessuna remora e nessun indugio! Sperando che vedendo il nostro operato da vicino, possa ravvedersi rispetto ai suoi sciocchi comportamenti.
D.: Sembra evidente che i veri problemi siano altri.
R.: E’ vero, le vere offese per le forze dell’ordine del nostro Stato sono ben altre: ad esempio, con il rinnovo contrattuale ci viene elargita una elemosina di quattro spiccioli, non c’è ricambio generazionale all’interno del comparto nonostante la grave e nota carenza d’organico. Vogliamo, poi, parlare della mancanza di tutela del personale in divisa da parte dello Stato che rappresentiamo?
D.: Si spieghi meglio.
R.: Questa è una battaglia che, come LeS, stiamo portando avanti da diversi anni. Si tratta di ottenere l’equiparazione della nostra divisa al territorio dello Stato che difendiamo. Vede, quando indossiamo le nostre divise, su di esse c’è il simbolo della Repubblica e c’è la scritta R.I, cioè Repubblica Italiana, questo vuol dire che la nostra divisa è il territorio dello Stato, per cui ogni aggressione compiuta nei confronti dell’uomo o della donna che la indossa dovrebbe essere considerata un atto ostile contro la Nazione. In questo modo tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine avrebbero maggior tutela e maggior considerazione da parte di tutti ed anche della stessa magistratura.
Roma, 31/08/2022 Ufficio Stampa
Segreteria Nazionale