LIBERA DI SCEGLIERE: Quando la scuola educa ai sentimenti

Si è svolta ieri mattina 2 dicembre presso l’aula magna dell’IISS “Erodoto di Thurii” di Cassano allo Ionio il convegno Libera di Scegliere: mattinata trascorsa all’insegna del grido “no alla violenza sulle donne!”.
Presente alla manifestazione le associazioni Libera di Cassano allo Ionio “Fazio Cirolla”, il Centro contro la violenza sulle donne “Roberta Lanzino” di Cosenza ed ancora l’Ufficio per la Legalità e la Dignità Umana diretto da Don Leonardo Manuli, la dott.ssa Letizia Benigno magistrato della sezione GIP-GUP del tribunale di Cosenza ed il Vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio Francesco Savino.

L’evento è stato suddiviso in due parti principali: nella prima parte della mattinata i presenti hanno assistito all’esposizione degli elaborati prodotti dagli allievi (letture di poesie, cortometraggi a tema e a commento del materiale studiato in classe, esposizione di powerpoint, riflessioni, ecc…); nella seconda parte invece, si sono succeduti i vari interventi degli invitati. Quello che risalta subito agli occhi sono i dati delle statistiche assolutamente raccapriccianti e come ha sottolineato Don Leonardo Manuli ad inizio conferenza, sempre più spesso si dà enorme potere alla mentalità (atavica, retrograda, malata e maschilista) e secondo Lui -citando anche il filosofo Emmanuel Lévinas- dovremo essere rieducati alla filosofia della carezza, perché la carezza è apertura mentale alle singolarità dell’altro, attraverso di essa capiamo che l’altro non è di mia proprietà e che un mondo senza volto ha bisogno della carezza che è accoglienza e non chiede altro che essere partecipe dell’infinito, della traccia di infinito presente sul volto dell’alterità.

Come poi ha sottolineato l’assessore Bianchi alla Cultura, esistono varie tipologie di violenza oltre a quella fisica e sono riconducibili ad una natura psicologica ed economica: rigurgito queste di una mentalità patriarcale e quindi la donna si ritrova -ancora oggi- ad essere prigioniera di un fenomeno strutturale e perciò è fondamentale puntare sulla Cultura come unica forma di Libertà e per far sì che ciò avvenga, è fondamentale che una determinata educazione (anche sessuale) parta dalla scuola. A tal proposito è bello evidenziare che nel prendere parte alla giornata non erano solo presenti i ragazzi delle quinte classi dell’istituto, ma in collegamento tramite piattaforma hanno assistito al convegno anche le classi terze delle scuole medie inferiori, perché prima si inizia a prendere coscienza di determinate argomentazioni e prima si può diventare degli adulti migliori e consapevoli. A spezzare l’atmosfera seria per la tematica importante, il curioso siparietto vissuto da due ragazze chiamate ad eseguire due brani famosi dell’interprete Fiorella Mannoia, ma i microfoni non ne volevano sapere di funzionare e così -le giovani- si sono viste affiancare dal Vescovo Francesco Savino che, riscuotendo applausi, ha dimostrato un certo talento anche nell’attività canora oltre alla capacità di smorzare tensioni ed agitazioni.

Sulla conclusione della mattinata tanto il magistrato Letizia Benigno quanto le avvocatesse Assunta Ferraro e Sabrina Serra, hanno più volte ribadito l’assoluta libertà che la vittima deve avere nel compiere il passo della denuncia e proprio per questo, nella prima fase di contatto con la parte lesa tanto lo Stato quanto le Associazioni assumono un approccio “accudente” di ascolto. Lungo il percorso (esattamente come può avvenire in altre situazioni di denuncia) può capitare che la vittima debba confrontarsi con assenze, sensi di colpa, possibile pentimento, difficoltà economiche, vendetta da parte dell’indagato, che conducono poi -in alcuni casi- alla ritrattazione ed alla remissione della querela. Per questo motivo non vi è pressione da parte degli uditori, perché la vittima deve giungere autonomamente e senza lasciarsi trasportare da niente e da nessuno alla consapevolezza di ciò che si trova a vivere e subire. Per questo la scuola (attraverso l’educare alla bellezza e alla riscoperta della tenerezza trattando questo “fenomeno” culturale, antropologico e sociale sin dall’infanzia, some ha suggerito il Vescovo Savino) è di assoluta e fondamentale importanza: c’è bisogno di far cessare quelle tendenze che portano a colpevolizzare la donna, così come è necessario che vengano a cadere stereotipi e pregiudizi a favore di atteggiamenti di sostegno e accompagnamento, non dimenticando che in ogni sentimento il rispetto deve essere alla base di tutto:

“L’amore, come il desiderio, è ciò che rende viva la vita. L’odio è una passione lucida, colpisce al cuore il nemico. Quello che accomuna tutte le storie d’amore è il sentimento dell’impossibile. Noi non possiamo fonderci con chi amiamo, non possiamo mai fare Uno, siamo sempre esposti alla libertà dell’Altro. – Massimo Recalcati

Mariangela Bisconte