LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE MARIO OCCHIUTO, COMMISSARIO DELLA SANITA’ CALABRESE

Malasanità calabrese: la triste esperienza della signora Adriana P. Leggo sulla stampa le Sue dichiarazioni relative alla vicenda della mancata accettazione dell’incarico di Primario del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Locri, comunicata dal dott. Fulvio Furci in servizio presso l’Ospedale di Polistena.
Leggo e sbalordisco soprattutto quando apprendo dalla stampa che Lei spera che il dott. Furci “sia sentito dai carabinieri per capire se abbia ricevuto pressioni che lo abbiano indotto a rinunciare all’incarico” ottenuto in seguito ad un recente concorso (Il Reggino.it, articolo di Ilario Balì del 13 settembre 2022).
Lo stesso articolo aggiunge che Lei ha “rimarcato davanti a microfoni e telecamere” che “ci sono nella sanità incrostazioni e gruppi di potere amministrativo che condizionano le scelte anche all’Ospedale di Locri”.
Io ritengo che sia preciso Suo compito, nella qualità di Commissario della Sanità calabrese, quello di avviare ogni utile approfondimento sulla clamorosa vicenda della mancata accettazione dell’incarico di Primario, e successivamente, ove ne esistano i presupposti, presentare eventuali esposti alle Istituzioni competenti.
Così come ritengo che sia preciso compito anche dei Commissari provinciali delle Aziende Sanitarie (sub-Commissari).
Le segnalo un caso recente di “malasanità calabrese” avvenuto proprio presso il reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Locri.
Un’ anziana signora, di origine reggina, da decenni residente a Bolzano, com’ è solita fare da moltissimi anni, trascorre le sue vacanze in un villaggio-campeggio di Marina di Caulonia, dove il 28 agosto, poco prima di partire per Bolzano, cade e viene soccorsa dal 118 dell’Ospedale di Locri, che provvede all’accertamento di una frattura del femore. Nonostante quanto disposto dalle Linee Guida del Ministero della Sanità, che prevedono l’intervento entro 48 ore, la signora Adriana P., dopo aver trascorso 3 giorni presso l’Ospedale, esprime la propria preoccupazione ai familiari, i quali, constatando l’incredibile ritardo dell’intervento chirurgico, decidono di inviare, a proprie spese, un’autombulanza per prelevarla e trasferirla presso l’Ospedale di Forlì, dove la signora è stata tempestivamente operata (frattura scomposta al femore).
Fino a quando i cittadini della nostra Regione ed i malcapitati turisti dovranno sperimentare sulla propria pelle la malasanità calabrese?
Reggio Calabria, 13 settembre 2022 Sandro Vitale

Riceviamo e pubblichiamo