LA VIOLENZA ED IL BUON NOME DI POLISTENA

Nei giorni scorsi si è verificato l’ennesimo episodio di violenza durante le serate nel centro di Polistena. Un ragazzo che stava svolgendo il proprio lavoro si è preso un pugno in faccia in modo gratuito e violento. Un ragazzo che esce la sera per recarsi al lavoro non può pensare di subire una tale violenza solo perché ha osato richiamare qualcuno per un comportamento poco civile. Quel ragazzo può essere nostro figlio, nostro fratello e non possiamo ignorare questi segnali di un degrado costante e crescente. Come rispondono le istituzioni? Sembra quasi che per tutelare il buon nome della nostra cittadina e della movida non si debba parlare di questi episodi. Non sarà certo questa vicenda a buttare fango sulla comunità polistenese e neanche sui molti ragazzi che frequentano in modo civile le vie della nostra cittadina ma non si può far finta che non ci sia una degenerazione violenta e spavalda che va osservata e ricondotta sui binari della civiltà e del rispetto delle regole. Non si può pensare di ignorare un problema per risolverlo. Vogliamo che i nostri giovani siano protetti da queste manifestazioni di arroganza e violenza. Per fare questo non si può tacere ma bisogna mettere sotto la lente di ingrandimento certi comportamenti da isolare. A chi ci dice che denunciando pubblicamente buttiamo fango sulla nostra cittadina rispondiamo che solo affermando con forza gli avvenimenti da condannare fermamente possiamo sperare di dare un esempio di “bellezza” e non di omertà e sottomissione ad una certa “cultura” becera. Amiamo la nostra terra e non la lasceremo preda di gente che non conosce il rispetto, la civiltà e la fratellanza.

FRANCESCO PISANO
CAPOGRUPPO CONSILIARE “POLISTENA FUTURA”

Riceviamo e pubblichiamo