Abbandonare il congelamento relazionale che colpisce i ragazzi più fragili alla
chiusura delle scuole e restituire alle loro famiglie spazi di meritato sollievo,
libertà e tempo per sé. Con questo spirito la Regione Calabria vara “La mia estate”,
una misura strutturale promossa dal Dipartimento Welfare che mette in campo una
dotazione finanziaria imponente da un milione e 800mila euro. L’intervento si
traduce nell’erogazione di voucher sociali fino a un massimo di 3.000 euro per
ciascun beneficiario, destinati a sostenere l’inclusione, le attività ludiche e
l’assistenza alla socializzazione dei minori calabresi con disabilità certificata nel
delicato periodo estivo.
“Garantire la felicità, lo svago e l’interazione dei nostri ragazzi non è un lusso, ma
un diritto sancito dalla Convenzione Onu e dalla legge 104 che la Calabria applica
con i fatti – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Inclusione sociale e Pari
opportunità, Pasqualina Straface -. Insieme al Presidente Occhiuto abbiamo ideato
questo intervento guardando negli occhi le famiglie. Sappiamo che l’estate, con la
sospensione delle lezioni e delle terapie ordinarie, rischia di trasformarsi in un
deserto di solitudine e in un carico assistenziale insostenibile per i genitori.
Con ‘La mia estate’ offriamo risposte tangibili: finanziamo la partecipazione a
centri estivi, ludoteche, associazioni sportive e culturali, dando persino la
possibilità di contrattualizzare direttamente un educatore professionale. Vogliamo
che i ragazzi vivano esperienze di successo insieme ai loro coetanei e che i loro
genitori possano ritagliarsi spazi di sollievo, sapendo che i propri figli sono inseriti
in percorsi sicuri e stimolanti. Il mio augurio più grande, che è poi l’obiettivo
profondo di questa misura, è che grazie a questo sostegno tutte le famiglie
calabresi che convivono quotidianamente con la disabilità possano trascorrere
momenti sereni in vacanza, al ristorante, o ovunque desiderino, riappropriandosi
del proprio tempo libero con la massima spensieratezza”.
L’intervento, che coprirà le attività per una durata di due mesi, si rivolge a tutti i
bambini e ragazzi disabili con diagnosi certificata, residenti in Calabria e di età
compresa tra gli 8 e i 17 anni compiuti. Le risorse complessive saranno ripartite tra
i 32 Ambiti territoriali sociali (Ats) della regione, che opereranno come soggetti
attuatori in stretta sinergia con le Aziende sanitarie provinciali, il Terzo Settore ed i
nuclei familiari. La grande novità del progetto risiede nella flessibilità e nella
totale libertà di scelta garantita alla famiglia tramite il sistema dei voucher. Le
somme concesse, determinate tenendo conto prioritariamente dell’intensità del
bisogno di sostegno e delle condizioni di particolare fragilità del nucleo familiare,
potranno essere spese per l’accesso a servizi offerti da un’ampia rete di operatori
accreditati, tra cui Enti del Terzo settore iscritti al Runts, cooperative sociali,
associazioni o liberi professionisti iscritti ai relativi ordini professionali. Le risorse
assegnate agli Ambiti terranno conto anche dei costi necessari per garantire il
trasporto dei ragazzi presso i luoghi di svolgimento delle attività, abbattendo ogni
tipo di barriera logistica.
Il piano punta a generare un forte impatto sulla società civile attraverso
metodologie basate sul peer-tutoring (l’affiancamento tra pari) e sull’cooperative
learning (l’apprendimento cooperativo), stimolando anche la partecipazione di
minori a sviluppo tipico per superare ogni forma di pregiudizio o paura della
diversità. L’assegnazione del voucher non sarà un freddo automatismo
amministrativo, ma risponderà agli obiettivi personalizzati individuati nel Piano
assistenziale individualizzato (Pai) predisposto dalle Unità di valutazione
multidimensionale (Uvm) o dai servizi sociali competenti.
“Con questa misura andiamo a coprire un vuoto assistenziale che gravava
interamente sulle spalle dei genitori e sulle loro economie – ha concluso
l’assessore Straface -. Abbattiamo l’isolamento sociale e costruiamo una rete reale
attorno alla fragilità. Non ci limitiamo a finanziare singole ore di assistenza, ma
costruiamo ponti tra scuola, famiglia e territorio. Permettere a un genitore di
trascorrere una serata fuori o un momento di riposo, mentre il proprio figlio
sperimenta autonomia e socializzazione in un contesto inclusivo, significa
applicare un welfare umano, presente e vicino alla vita reale delle persone. La
Calabria mette al centro il valore di ogni individuo, specialmente quando la scuola
si ferma”.

