Il recente susseguirsi di dichiarazioni degli eletti calabresi del Movimento 5 Stelle ha contribuito ad aggiungere elementi di caos e di sconcerto tra la popolazione calabrese, ed in particolar modo in quella reggina, rispetto alla gravissima situazione di collasso del #sistemasanitariopubblico in Calabria. Oggi, ed è così da qualche mese, il 50% delle responsabilità, sia chiaro non ancora delle colpe, gestionali della sanità calabrese è nelle mani del ministro 5 Stelle Giulia Grillo, alla quale dovrebbe rispondere il commissario ad acta Scura da cui pende e dipende il destino sanitario regionale. Da quanto si può leggere dalla stampa sembra però che questo particolare sia trascurabile e vi è il sospetto che più di uno non abbia inteso di non essere più all’opposizione, anche se ciò avrebbe potuto essere un elemento di cruciale vantaggio in vista delle elezioni regionali calabresi del 2019. In questo balletto di giochi delle parti, che coinvolge buona parte della politica regionale e nazionale, ciò che è drammaticamente calpestato è il diritto alla salute dei cittadini alle prese con un sistema impazzito, e all’apparenza ingovernabile, che è stato affondato ancor di più da riforme, accorpamenti, piani di rientro e di riorganizzazione, blocchi dei turnover e scelte dirigenziali surreali.#ILSUDCHESOGNA ha in mente una grande #mobilitazioneregionale che coinvolga cittadini, esperti, amministratori, istituzioni affinché si possano affrontare in primis le criticità e in parallelo pianificare un sistema sanitario efficiente e diffuso sull’intero territorio.Una pianificazione, che unita oggi all’appello (sarebbe il caso di dire all’intimazione) al governo regionale e nazionale di intervento straordinario ed urgente contro la chiusura improvvisa dei reparti, contro l’aumentare della vitale emigrazione sanitaria e all’ esplodere delle liste d’attesa, sarà messa a disposizione dei calabresi e delle istituzioni preposte come una proposta il più vicina possibile al #DIRITTOUNIVERSALE alla salute in Calabria.È impensabile che il diritto costituzionalmente garantito alla salute (e alla vita) possa venir meno in una perversa spirale senza fine a causa di gravi errori politici e gestionali del passato, dei balletti burocratici del presente ed di irresponsabili speculazioni politiche in vista del prossimo futuro elettorale.

7-settembre 2018     riceviamo e pubblichiamo

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