SULL’ ORLO DEL BARATRO Dopo la crisi aperta da Renzi ( video)

La crisi di governo innescata dal leader di Italia Viva Matteo Renzi sta aggiungendo nuove criticita’ alle tante che la pandemia ha creato. Il paese e’ alla deriva. Alle poverta’ endemiche, indotte dalla globalizzazione e da anni di politiche fiscali pesantissime e di sudditanza alle spinte globalizzanti che hanno in gran parte cancellato il ceto medio e abbassato in maniera evidente la soglia di poverta’ rendendo larghi strati della popolazione incapaci di risparmiare e innescando paure in coloro che avevano qualche propensione all’investimento, si aggiungono ora le fibrillazioni politiche innescate dal braccio di ferro fra Renzi e Conte che giunge quanto mai inopportuno in un momento nel quale la classe politica nella totalita’ dovrebbe far quadrato per salvare La Nazione del fallimento.
Migliaia di attivita’ commerciali sono in ambasce per le restrizioni imposte dalle misure emergenziali per contrastare il Covid. Altrettante, e forse di più, quelle chiuse per non piu’ riaprire non potendo reggere alla pressione fiscale italiana e alla concorrenza globalizzata. La disoccupazione dilaga. Le famiglie soffrono. Scuole chiuse. Sanita’ in crisi profonda dopo decenni di politiche liberiste Psicosi da apartheid e crescenti segni di insofferenza di un popolo ormai disperato e del quale la politica, espressione del voto scellerato del 4 marzo 2018, non si cura. I siparietti quotidiani di Salvini, le conferenze di Conte, le misurate esternazioni di Zingaretti, li messaggi di Grillo, la voce popolare della Meloni, i sorrisi ebeti o fatui di tanti altri, parlamentari e ministri senza merito e qualita’, e i lunghi silenzi di Mattarella a far da contraltare alla gran cassa di vari organi di informazione danno la misura di come il paese sia fermo e di quanto pericolosa possa essere questa stagnazione . Cio’ in considerazione anche dei sempre crescenti conflitti che oppongono allo Stato i governi regionali, saldi o precari che siano. Si naviga a vista. Sperando di non naufragare. Comunque alla deriva , parafrasando Dante, nave senza nocchiero in gran tempesta, mentre dal ventre inascoltato delle periferie monta un malumore crescente che ci si augura non sfoci in proteste, quando da qui a poco cominceranno ad arrivare valanghe di tasse in casa di gente che da mesi sopravvive. Mattarella pencola. Non vorrebbe andare a nuove elezioni. Il rischio di consegnare il paese in mani scellerate e’ elevatissimo. Renzi questo lo sa e alza le sue richieste in una sorta di braccio di ferro volto alla conquista di occasioni di potere in chiave di gestione dei fondi del Recovery. Un gioco cinico e spietato. Esecrabile sempre . E più che mai in questo momento, che rappresenta veramente la notte della Repubblica . Una Repubblica con il parlamento intriso di parvenu e incapaci: una sorta di grande gregge, o di un insieme di branchi guidati da furbi pastori o cinici capibranco che pensano al potere e non alla nazione. Renzi per fare il guastatore poteva scegliere momenti migliori. Speriamo che Mattarella rompa gli indugi e richiami ai propri doveri coloro che dovrebbero tutelare il popolo intimando una coesione totale perche’ continuando questo andazzo , il paese , senza una governance qualificata sara’ svenduto agli stranieri e alle mafie.