Esternazione Morra PENSIERO FRAINTESO Meglio sarebbe stato tacere

Non nutro soverchie simpatie per i politici dell’attuale momento storico: nani e pigmei privi, quasi tutti, del senso dello Stato e delle istituzioni e protesi più che altro a mettere in salvo una pensione facile per la vecchiaia. Cio’ posto, entrando nel merito della vicenda legata all’infelice e contestatissima esternazione di Nicola Morra, pur essendo distante anni luce dalle sue posizioni integraliste e da quelle imprenditorial- affaristiche mascherate da liberismo e volte a nascondere opportunismo e interessi di bottega dell’attuale centro destra calabrese ( e italiano) credo in tutta franchezza che il pensiero di Morra sia stato mal espresso o per meglio dire mal compreso. Non penso che Morra avesse intenzione di porsi in maniera discriminatoria verso la defunta o verso coloro che vivono il dramma e la tragedia di patologie oncologiche. Il suo appunto – per quanto mal articolato e , dunque, frainteso era rivolto non tanto a coloro che hanno votato Santelli ( molti dei quali , come chi scrive, inizialmente ignoravano lo stato di malattia del candidato futuro presidente) ma semmai a chi l’ha candidata e che, attesi, i pluridecennali rapporti di amicizia, vicinanza e condivisione politica, di partito e di vita, non poteva non sapere, ma ciononostante l’ha voluta candidare ad ogni costo e costi quel che costi, nonostante che la prospettiva futura – non tanto di sopravvivenza ma di una qualita’ di vita compatibile con un siffatto gravoso incarico apparisse incerta e comunque esposta e rapide ingravescenze o ad exitus. Meglio avrebbero fatto nell’interesse “politico” della stabilita’gestionale di una regione afflitta da mille criticita’come la Calabria a puntare su un nome diverso al solo fine di evitare quello che poi e’ successo: una morte – per quanto improvvisa e non preventivabile, almeno nell’immediata antivigilia di quando e’ accaduta- e una regione improvvisamente allo sbando, in mano ad un f.f. rivelatosi all’oscuro di molte cose e pertanto, suo malgrado, capace di far aumentare gli spettatori di ” Fratelli di Crozza” ma – non ce ne voglia- lontano dall’ esprimere quella autorevolezza che, nonostante il suo breve regnum Jole Santelli esprimeva. Morra questo – crediamo – avesse inteso: non esporre la Calabria alle conseguenze di un fine vita improvviso che pero’ , obiettivita’ lo impone – potrebbe interessare anche persone sanissime e non minate dalla malattia. Cio’ in quanto la morte e’ dentro ad ogni essere vivente. Non puo’ essere evitata, come infatti, evangelicamente, viene ricordato nella parabola delle vergini sagge e di quelle stolte. Se Morra l’avesse ricordata ( o conosciuta) e avesse ricordato che in relazione alla morte bisogna star sempre pronti con i calzari ai piedi e la lanterna in mano perche’ non sappiamo quando il Signore bussera’ alla nostra porta, probabilmente avrebbe taciuto. E sarebbe stato meglio.

Luigi Mamone

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