PIETRAPAOLA (CS), giovedì 3 settembre 2026 – Nella notte tra l’8 ed il 9 agosto scorsi ARPACAL,
Polizia Locale e Carabinieri sono intervenuti per effettuare verifiche su presunte violazioni sulle
norme che regolamentano l’inquinamento acustico in un’attività della marina di Pietrapaola, al
centro, da quasi quindici anni, delle proteste di residenti, turisti, ospiti e villeggianti. A quasi un
mese da quell’ispezione e dopo un’altra estate trascorsa tra musica notturna e riposo
compromesso, i cittadini vogliono sapere qual è l’esito di quella ispezione. Cosa è stato accertato?
I limiti acustici sono stati rispettati oppure superati? L’attività esercitata corrisponde esattamente a
quella autorizzata? Sono state formulate contestazioni? È doveroso sapere perché dopo tre lustri di
segnalazioni il silenzio delle istituzioni rischia di diventare esso stesso parte del problema.
LE DUE QUESTIONI: COSA È STATO AUTORIZZATO E QUANTO RUMORE È CONSENTITO
È su due profili precisi che si concentra la richiesta di chiarezza dei residenti. Il primo riguarda la
natura effettiva dell’attività rispetto ai titoli rilasciati all’attività denominata Copacabana di località
Camigliano. Negli atti storici la struttura viene individuata come chiosco. Oggi, però, i cittadini
chiedono di verificare se quella qualificazione e le relative autorizzazioni comprendano tutto ciò che
concretamente viene esercitato dal momento che lì insiste un’area perimetrata, con tavoli e sedie,
somministrazione di alimenti e bevande, musica, intrattenimento e serate che assumono le
caratteristiche proprie di un locale danzante.
IL SECONDO NODO È IL RUMORE: UN PROBLEMA CHE ATTRAVERSA QUASI 15 ANNI
Poi c’è il rumore. Ed è la parte della vicenda che residenti e frequentatori della zona conoscono fin
troppo bene. La musica accompagna di fatto l’intera giornata, senza pause significative, per poi
proseguire ad alto volume nelle ore serali e notturne, con fine settimana nei quali dormire nelle
abitazioni circostanti diventa estremamente difficile. Esiste una lunga sequenza di segnalazioni che
partono dal lontano 2013, reiterate negli anni e indirizzate alle autorità competenti. Si sono
succedute amministrazioni comunali diverse, sono cambiati amministratori e interlocutori, ma la
questione posta dai cittadini è rimasta sostanzialmente identica e, soprattutto, priva di una risposta
conclusiva capace di stabilire cosa sia consentito e cosa no. Una condizione diventata nel tempo
talmente pesante da spingere anche alcuni proprietari a valutare, o intraprendere, la vendita delle
proprie abitazioni, non riuscendo più a conciliare la permanenza nella zona con un disturbo così
continuativo.
UN’ALTRA ESTATE DI CAOS È FINITA, LA STAGIONE 2027 SARÀ LA STESSA?
Il timore di residenti, proprietari e villeggianti è che, archiviata anche questa estate di caos e
molestie che non si concentrano esclusivamente nella notte ma si protraggono lungo l’arco della
giornata, possano ritrovarsi nel giugno 2027 esattamente nello stesso punto di sempre. Sarebbe la
replica di un copione già visto troppe volte. Anche se questa volta una verifica c’è stata. Ed è
proprio per questo che non può finire nel silenzio. Sapere oggi cosa hanno accertato gli organismi
intervenuti significa capire quali regole dovranno essere rispettate domani ed evitare che un’altra
stagione venga trascorsa nell’identica contrapposizione tra un’attività economica e chi vive
stabilmente o sceglie di soggiornare nell’area.
I RESIDENTI: OGGI CHIEDIAMO SOLO DI CONOSCERE I RISULTATI
Ecco perché è opportuno sapere la verità a partire proprio dagli ultimi controlli. La rilevazione
effettuata nella notte tra l’8 e il 9 agosto rappresenta finalmente un elemento tecnico dal quale
partire e proprio per questo non può rimanere senza un esito conoscibile. Se tutto è conforme, i
cittadini hanno diritto di saperlo. Se sono state riscontrate violazioni, hanno diritto di conoscere
quali provvedimenti seguiranno. Se servono ulteriori accertamenti, che vengano effettuati. A
chiederlo non sono soltanto coloro che vivono stabilmente a Camigliano, ma anche chi vi trascorre
le vacanze, vi è ospite o ha scelto negli anni di avere qui una seconda casa. Perché le regole ci
sono e devono essere rispettate. – (Fonte: Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying)

