CATANZARO, martedì 1 settembre 2026 – Si può arrivare prima e non essere arrivati da nessuna
parte. Si possono accorciare distanze, moltiplicare voli, velocizzare treni e costruire nuove arterie,
restando paradossalmente più periferici di prima. Perché l’emergenza più grave della Calabria non
è quella che si misura in chilometri di asfalto o minuti di percorrenza: è quella immateriale, quella
della consapevolezza. Non quella o non soltanto quella infrastrutturale. Se un territorio non sa chi
è, non individua ciò che lo distingue e non costruisce intorno a questa conoscenza una
destinazione riconoscibile, essere raggiunto in mezz’ora anziché in un’ora servirà soprattutto a
consentire di attraversarlo più velocemente.
ASSESSORE TRA I PROTAGONISTI ALLA SESTA TAPPA DI MARE DENTRO E CETRARO
È la riflessione emersa e condivisa nel dialogo tra il comunicatore strategico e lobbista Lenin
Montesanto, ideatore dei Mid per Calabria Straordinaria e l’assessore regionale all’Agricoltura e alla
mobilità sostenibile, nel talk dal titolo La Calabria, una montagna in mezzo al mare, momento
principale anche della quinta tappa di Mare Dentro, promossa a Cetraro nei giorni scorsi, dall’Ente
Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria diretto da Raffaele Greco. Un ragionamento, quello
sostenuto a più riprese dall’assessore Gallo e ribadito da Montesanto, che mette in discussione
l’automatismo con il quale in Calabria si continua ad attribuire alle infrastrutture materiali la
capacità quasi salvifica di risolvere da sole il divario territoriale.
IL PECCATO STRATEGICO? GALLO: CONFONDERE GLI STRUMENTI CON LA SOLUZIONE
Le infrastrutture – è stato questo il passaggio forte dell’assessore Gallo – servono, vanno pretese e
realizzate. Dobbiamo avere l’Alta Velocità, strade migliori, collegamenti efficienti e aeroporti
sempre più connessi. Ma continuiamo a commettere un errore culturale prima ancora che
strategico: confondiamo gli strumenti con la soluzione. E soprattutto raccontiamo la Calabria come
se fosse un luogo irraggiungibile dal resto del continente, spesso senza avere o usare termini reali
di paragone.
GALLO: SOLO CHI VIAGGIA POCO PENSA CHE IL DEFICIT SIA ESCLUSIVA CALABRESE
Gallo ha ricordato, ad esempio, come raggiungere su ferro o gomma altre importanti destinazioni
italiane non sia affatto quell’esperienza di connessione perfetta che una certa autorappresentazione calabrese lascia immaginare. Roma-Trieste, Roma-Genova, Roma-Palermo; così
come la stessa Cesena-Perugia su strada, restituiscono una geografia italiana molto più complessa
della semplicistica contrapposizione tra una Calabria isolata e un resto del Paese perfettamente
interconnesso. Solo chi viaggia poco può pensare che il deficit infrastrutturale materiale sia
un’esclusiva calabrese e, soprattutto, che rappresenti l’origine di tutti i nostri problemi. Questo non
significa – ha scandito Gallo – accontentarsi, né rinunciare a rivendicare ciò che manca. Significa
evitare di trasformare ogni ritardo in un alibi..
IL MESSAGGIO: NON CHIEDERCI COME FAR ARRIVARE, MA PERCHÉ FAR VENIRE
La grande infrastruttura che ancora manca – è stato questo il leit motiv dell’assessore Gallo – è
forse nella nostra testa. Possiamo continuare a discutere per anni di quanti minuti servano per
raggiungere la Calabria. Io vorrei che cominciassimo finalmente a discutere con la stessa
ossessione del motivo per cui qualcuno, dal resto d’Italia o del mondo, dovrebbe scegliere di
raggiungerla. È, questa, la domanda che viene prima di tutte. Perché un territorio senza una
ragione per essere raggiunto rimane periferia anche con l’Alta Velocità davanti alla porta. Un
territorio consapevole di ciò che è, invece, comincia ad essere destinazione ancora prima che parta
il viaggio. – (Fonte: Lenin Montesanto/Contenuti Strategie & Lobbying)









